Cina e India, giganti in rotta di collisione

Carta di Laura Canali per Heartland

I rapporti tra le due Tigri asiatiche, Paesi emergenti per eccellenza non sono ancora ben definiti. Il rispettivo peso demografico e una crescita economica a prima vista inarrestabile fanno di Delhi e Pechino l’ago della bilancia dei futuri equilibri geopolitici globali.
Tuttavia, man mano che la loro influenza cresce al pari della rispettive proiezioni strategiche, Delhi e Pechino si troveranno sempre più vicino, nel bene e nel male. Il rischio di una nuova guerra è da escludere, ma i segnali di un conflitto strisciante già in atto non mancano.
L’espansionismo della Cina fa innervosire i Paesi vicini e preoccupare quelli lontani (vedi le tensioni nel Mar Cinese Meridionale). Anche l’India è insofferente verso Pechino, non soltanto per aver perso una guerra cinquant’anni fa.
Solo nell’ultimo anno i due giganti si sono pestati i piedi più volte. Dapprima la decisione della Cina di inviare una flotta navale nel Golfo Persico per presidiare le rotte petrolifere dall’assalto dei pirati somali, mossa che secondo l’India potrebbe comprimere il suo raggio d’azione in quella che considera una regione di sua competenza. Poi il disappunto di Pechino per la joint venture indio-vietnamita per la ricerca petrolifera nel Mar Cinese Meridionale nonché per i crescenti interessi indiani in Africa.
Più che le tensioni lungo il confine dell’Arunachal Pradesh, ad irritare Delhi sono i piani orditi dalla Cina per ridimensionarla ad ogni livello. In principio furono il sostegno al Pakistan e l’opposizione ad una prossima riforma del Consiglio di Sicurezza che garantirebbe all’India quel seggio permanente a cui aspira.

Continua a leggere