#2015, le #elezioni che hanno scosso l’#Europa

Nel 2015 l’Europa è stata attraversata da un vento impetuoso, quello delle elezioni. Sono stati in tutto dieci i Paesi chiamati alle urne sia per consultazioni legislative che locali, con alcuni risultati che hanno avuto conseguenze anche sulla tenuta delle istituzioni europee. Il motivo è semplice: nella maggior parte dei casi dalle urne sono emersi risultati di aperto dissenso nei confronti dell’Unione e della moneta unica e questo ha comportato una sorta di cambio dell’umore continentale. A queste si aggiungono le consultazioni svoltesi in un Paese marginalmente europeo, la Turchia, e contrassegnate da episodi oscuri che richiamano alla memoria un clima buio da strategia della tensione.

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#Spagna al voto in un clima d’incertezza

Si chiude oggi, 18 dicembre, la campagna elettorale per le elezioni generali in Spagna che si terranno questa domenica. I cittadini sono chiamati a rinnovare le Cortes generales – il Parlamento bicamerale – composte dal Congresso dei deputati, in cui siedono 350 deputati, e dal Senato, in cui ci sono 208 seggi. Vengono esclusi i candidati che ottengono meno del 3% dei voti validi emessi in ogni circoscrizione.

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#Venezuela: ecco perchè #Maduro ha perso le #elezioni

Il Consiglio Nazionale Elettorale (CNE) del Venezuela ha confermato che l’opposizione antichavista ha ottenuto una maggioranza dei due terzi dei seggi in parlamento alle elezioni legislative di domenica scorsa. Nel dettaglio, la Mesa de la Unidad Democrática (MUD), l’alleanza trasversale delle opposizioni composta da organizzazioni, partiti (conservatori, liberali e socialdemocratici) e associazioni per i diritti civili, ha conquistato 112 seggi su un totale di 167i, a fronte dei 55 ottenuti dal Partito socialista unificato del Venezuela (PSUV) guidato dal presidente Nicolas Maduro.

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Fratelli #Koch: burattinai top secret della #politica americana

Più o meno tutti ci ricordiamo degli anziani fratelli miliardari di Una poltrona per due, che speculavano su tutto al punto da scambiare le vite di Eddie Murphy e Dan Aykroyd per una scommessa da un dollaro. Ebbene, questa coppia di fratelli esiste davvero e porta il nome di Charles e David Koch, due miliardari nel settore petrolchimico e tra i più grandi finanziatori del Partito Repubblicano – in particolare della sua ala più estrema – con tanto di agenzia d’intelligence al loro servizio per la sorveglianza di politici in vista delle prossime presidenziali.

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Good morning #Argentina: #Macri chiude l’èra #Kirchner

Mauricio Macri è il nuovo presidente dell’Argentina: col 51,5% dei voti, l’imprenditore di centrodestra già sindaco di Buenos Aires e leader della coalizione “Cambiemos” ha battuto al ballottaggio il candidato peronista Daniel Scioli, del Fronte per la vittoria, erede della “presidenta” Cristina Fernández de Kirchner e favorito della vigilia. Scioli aveva ottenuto il maggior numero di consensi sia al primo turno delle presidenziali sia in occasione delle primarie dello scorso agosto, ma non è riuscito a confermare le attese. Quello che lo scorso anno era solo uno dei candidati tra i tanti è oggi il primo cittadino del Paese.

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Il “non senso” della #democrazia in #Egitto

La democrazia non si risolve solo nel mero rituale delle elezioni, ma le elezioni – o meglio le condizioni in cui queste hanno luogo – sono quasi sempre un indice fedele dello stato di salute di una democrazia. Quelle parlamentari in Egitto – le seconde dalla caduta di Mubarak nel 2011 – ad esempio, restituiscono l’immagine di una democrazia malata, per non dire già passata a miglior vita. Come si aspettavano quasi tutti, infatti, la prima fase del voto indica che proprio il partito del presidente (controllato dai servizi segreti) dominerà il prossimo parlamento.

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#Polonia, presto un uomo solo al comando?

La Polonia rinnova il Parlamento questa domenica. I sondaggi prevedono una vittoria con il 34-36% dei consensi della destra conservatrice e antieuro rappresentata dai populisti di ‘Diritto e Giustizia’ (PiS), al potere nel 2005-2007, che dovrebbe sconfiggere la formazione centrodestra al governo, Piattaforma Civica (Po), accreditata di un 24-27%. Sarebbe la seconda vittoria per la destra in 5 mesi, dopo aver vinto a sorpresa le elezioni presidenziali dello scorso maggio con il suo candidato, Andrzej Duda.

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