#Bruxelles: fallimento dell’#intelligence belga (ed europea)

Gli attentati di Bruxelles hanno dato prova di quanto siano profonde le crepe nel sistema di sicurezza del Belgio e, di riflesso, dell’Europa intera. Non solo Salah Abdeslam, l’uomo più ricercato dalle polizie continentali degli ultimi anni, è stato scovato solo dopo quattro mesi di lunghe e forsennate ricerche, nel suo quartiere d’origine e malgrado le Autorità pensavano fosse già fuggito in Siria, ma quanto avvenuto due giorni fa dimostra tutte le difficoltà delle nostre intelligence nel prevenire future azioni terroristiche. Specularmente, lo Stato Islamico (IS) ha dimostrato di possedere una capacità di azione immediata e tragicamente efficace in ogni parte del mondo, che tuttavia ha trovato proprio in Belgio un terreno fertile per la propria esecuzione. Dopo gli attentati di Parigi, gli esperti di antiterrorismo avevano indicato in almeno 30 o 40 i componenti della rete responsabile della catena di attentati, ma ora è evidente che questo calcolo andrà aggiornato. Com’è possibile che il Belgio sia diventato un covo jihadista nel cuore dell’Europa? E come si spiega l’incapacità dell’intelligence nel prevenirne l’ascesa?

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La deriva autoritaria della #Tunisia

Gli attacchi al museo del Bardo di Tunisi il 18 marzo e in un resort di Port El Kantaoui (Sousse) il 26 giugno (rispettivamente 21 e 38 morti) hanno spazzato via l’illusione che in questi quattro anni aveva accompagnato la nostra percezione della storia recente della Tunisia: che fosse, cioè, un esempio di successo, forse l’unico, delle cosiddette ‘primavere arabe’. Gli osservatori sono stati tutti così concentrati sulle mere dinamiche elettorali e sul ruolo dell’Islam politico da trascurare il fuoco dell’integralismo che covava sotto la cenere della transizione. C’è voluta la violenza cruda e immotivata contro i turisti (cioè contro di noi occidentali) per squarciare il velo sui problemi che fino a quel momento non avevano avuto né letture né risposte adeguate, sia dentro che fuori i confini del Paese. Questi problemi stanno venendo a capo intorno a due poli: terrorismo e antiterrorismo, due facce della stessa medaglia. Perché la crescente svolta securitaria con cui il Governo cerca – almeno ufficialmente – di reprimere l’attività terroristica preoccupa i cittadini non meno del terrorismo stesso.
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