#USA: record decessi per overdose, ma il governo è complice

Un breve articolo di qualche giorno fa su Quartz segnala che negli Stati Uniti tra il 2000 e il 2014 sono morte per overdose quasi mezzo milione di persone. Secondo gli ultimi dati pubblicati dai Centri di Controllo e Prevenzione delle Malattie i decessi sarebbero per la precisione 499.446, di cui più di 47.000 persone nel solo 2014, con un incremento del 7% rispetto all’anno precedente e in ogni caso il numero più alto mai registrato.

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Fratelli #Koch: burattinai top secret della #politica americana

Più o meno tutti ci ricordiamo degli anziani fratelli miliardari di Una poltrona per due, che speculavano su tutto al punto da scambiare le vite di Eddie Murphy e Dan Aykroyd per una scommessa da un dollaro. Ebbene, questa coppia di fratelli esiste davvero e porta il nome di Charles e David Koch, due miliardari nel settore petrolchimico e tra i più grandi finanziatori del Partito Repubblicano – in particolare della sua ala più estrema – con tanto di agenzia d’intelligence al loro servizio per la sorveglianza di politici in vista delle prossime presidenziali.

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#Germania e #StatiUniti, piccoli spionaggi tra amici

Sulla stampa nazionale e internazionale appaiono periodicamente fughe di notizie relative allo spionaggio tra Paesi amici. L’ultima risale a metà ottobre, quando si è pubblicamente appreso che i servizi segreti tedeschi, già sospettati di spionaggio a favore di Washington, avrebbero “sorvegliato” di propria iniziativa anche diversi altre nazioni come la Francia e gli stessi Stati Uniti. I servizi segreti di Berlino erano già stati accusati di aver ascoltato – per conto della NSA (National Security Agency) statunitense – responsabile del ministero degli Esteri e della presidenza francese e della Commissione europea. E’ solo l’ultimo capitolo di una storia emersa oltre un anno fa con la scoperta delle intercettazioni made in USA ai danni della cancelliera Angela Merkel.

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#Canada: i liberali di #Trudeau vincono le elezioni

Il Canada volta pagina. I liberali di Justin Trudeau hanno vinto le elezioni federali battendo i conservatori del premier Stephen Harper, in carica dal 2006. Trudeau, figlio dello storico leader del partito Pierre Trudeau, diventa così il secondo premier più giovane (43 anni) nella storia del Canada dopo il conservatore Joe Clark, eletto a 39 anni, e il secondo anche tra i Paesi del G7, dopo Matteo Renzi (40 anni).

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Il significato geopolitico della #TPP

Dopo dieci anni di negoziati, il Partenariato Trans Pacifico (Trans Pacific Partnership, TPP) è realtà. L’accordo di libero scambio -in tutto e per tutto simile al Trattato Transatlantico che gli Stati Uniti stanno negoziando con l’Europa- è stato raggiunto lo scorso 5 ottobre e riguarda 12 Paesi: Usa, Giappone, Australia, Nuova Zelanda, Canada, Messico, Perù, Cile, Vietnam, Singapore, Brunei e Malesia, che insieme contano 800 milioni di abitanti e rappresentano il 40% del commercio mondiale. Il documento sarà ora sottoposto alle ratifiche parlamentari, compresa quella (probabile, ma non scontata) del Congresso USA. Si tratta del principale successo dell’agenda economica del Presidente Barack Obama. Prende così forma la maggior area di libero scambio al mondo, dietro la quale si staglia il progetto di ‘contenimento’ della Cina, esclusa dal negoziato, che rappresenta la cifra strategica della politica estera della Casa Bianca.
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#Volkswagen spezza il mito dell’infallibilità tedesca

È ancora presto per circoscrivere le esatte proporzioni dello scandalo Volkswagen (o Dieselgate, come già ribattezzato dalla stampa italiana). Lungi dal diminuire, la questione tende invece ad allargarsi, con accuse che arrivano a toccare persino i vertici del Governo tedesco. La Cancelliera Angela Merkel si è difesa e ha prontamente smentito le voci che denunciavano un coinvolgimento del suo esecutivo, ma il clima rimane teso. Al di là dei risvolti economici e commerciali, il caso è diventato un tema politico, non soltanto tedesco ma continentale.
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#Volkswagen: dietro c’è la guerra commerciale #Germania-#Usa?

Non passa giorno senza che lo scandalo Volkswagen produca nuove rivelazioni. Mercoledì si è dimesso Martin Winterkorn, Ceo della casa automobilistica tedesca. In tutto sono 11 milioni le auto coinvolte nella truffa, per la quale l’azienda rischia una multa da 18 miliardi di dollari e con il titolo in Borsa che ha già bruciato 24 miliardi di euro in due giorni. Ed è solo la punta dell’iceberg, poiché il caso delle emissioni diesel truccate potrebbe essere solo una pedina della più complessa partita geopolitica e geoeconomia tra Europa e Stati Uniti giocata sul tavolo del TTIP, il Trattato Transatlantico sul Commercio e gli Investimenti.
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