#2015, le #elezioni che hanno scosso l’#Europa

Nel 2015 l’Europa è stata attraversata da un vento impetuoso, quello delle elezioni. Sono stati in tutto dieci i Paesi chiamati alle urne sia per consultazioni legislative che locali, con alcuni risultati che hanno avuto conseguenze anche sulla tenuta delle istituzioni europee. Il motivo è semplice: nella maggior parte dei casi dalle urne sono emersi risultati di aperto dissenso nei confronti dell’Unione e della moneta unica e questo ha comportato una sorta di cambio dell’umore continentale. A queste si aggiungono le consultazioni svoltesi in un Paese marginalmente europeo, la Turchia, e contrassegnate da episodi oscuri che richiamano alla memoria un clima buio da strategia della tensione.

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#Polonia: caso #Nato, ‘golpe’ costituzionale e isolamento

La vittoria alle ultime elezioni generali in Polonia del partito Diritto e Giustizia (Pis), formazione ultranazionalista, populista ed euroscettica guidata da Jaroslaw Kaczynski, aveva sollevato tra gli osservatori esterni la possibilità di una svolta ‘alla Orban’ da parte di Varsavia, con il rischio di frizioni tra Varsavia e l’Occidente. Uno scenario oggi sul punto di realizzarsi. Le prime settimane del nuovo Governo in carica stanno infatti evidenziando una tendenza autoritaria già mostrata dal partito al potere, protagonista in questi giorni di una vertenza con anche di una crisi costituzionale che nello scorso fine settimana ha portato nelle piazze delle principali città del Paese decine di migliaia di manifestanti.

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#Argentina: troppi decreti, la piazza protesta

Benché iniziato da meno di due settimane, il ‘macrismo’ in Argentina sembra già eguagliare i peggiori risvolti del passato ‘kirchnerismo’. Venerdì 18 dicembre decine di migliaia di persone hanno protestato per le strade Buenos Aires contro l’eccessivo uso da parte del neo Presidente Mauricio Macri della decretazione d’urgenza, scavalcando così il controllo del parlamento.

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#Spagna al voto in un clima d’incertezza

Si chiude oggi, 18 dicembre, la campagna elettorale per le elezioni generali in Spagna che si terranno questa domenica. I cittadini sono chiamati a rinnovare le Cortes generales – il Parlamento bicamerale – composte dal Congresso dei deputati, in cui siedono 350 deputati, e dal Senato, in cui ci sono 208 seggi. Vengono esclusi i candidati che ottengono meno del 3% dei voti validi emessi in ogni circoscrizione.

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#RepubblicaDominicana, il dramma degli #haitiani

Nella Repubblica Dominicana si stima che siano circa un milione gli individui soprattutto di origini haitiane cui è stato negato o sottratto lo status di cittadino. Apolidi che da sei mesi rischiano di dovere lasciare il Paese e tornare con effetto immediato nell’altra metà dell’isola. È scaduto lo scorso 17 giugno infatti il Piano di regolarizzazione per gli stranieri presenti sul territorio, termine entro il quale tutte le persone senza documenti che vivono nella Repubblica avrebbero dovuto registrarsi presso le autorità governative. Nel frattempo, proprio al confine con Haiti, le autorità dominicane avrebbero predisposto autobus e centri di smistamento, suscitando il timore che molti degli haitiani che vivono nel Paese possano essere cacciati.

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#Venezuela: ecco perchè #Maduro ha perso le #elezioni

Il Consiglio Nazionale Elettorale (CNE) del Venezuela ha confermato che l’opposizione antichavista ha ottenuto una maggioranza dei due terzi dei seggi in parlamento alle elezioni legislative di domenica scorsa. Nel dettaglio, la Mesa de la Unidad Democrática (MUD), l’alleanza trasversale delle opposizioni composta da organizzazioni, partiti (conservatori, liberali e socialdemocratici) e associazioni per i diritti civili, ha conquistato 112 seggi su un totale di 167i, a fronte dei 55 ottenuti dal Partito socialista unificato del Venezuela (PSUV) guidato dal presidente Nicolas Maduro.

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Fratelli #Koch: burattinai top secret della #politica americana

Più o meno tutti ci ricordiamo degli anziani fratelli miliardari di Una poltrona per due, che speculavano su tutto al punto da scambiare le vite di Eddie Murphy e Dan Aykroyd per una scommessa da un dollaro. Ebbene, questa coppia di fratelli esiste davvero e porta il nome di Charles e David Koch, due miliardari nel settore petrolchimico e tra i più grandi finanziatori del Partito Repubblicano – in particolare della sua ala più estrema – con tanto di agenzia d’intelligence al loro servizio per la sorveglianza di politici in vista delle prossime presidenziali.

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