Il ruolo di #Cuba nella #geopolitica di #Obama

Il Presidente americano Barack Obama è arrivato all’Avana, nel primo viaggio dal 1928 di un Presidente degli Stati Uniti in carica per sancire il disgelo, cominciato 15 mesi fa, dei rapporti diplomatici ed economici con Cuba. Obama, accompagnato dalla First Lady Michelle e dalle due figlie Malia e Sasha, è il primo inquilino della Casa Bianca a visitare il ‘regno’ dei Castro da quando Calvin Coolidge vi inaugurò il congresso Panamericano quasi nove decenni fa.

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#Haiti, la stabilità è ancora lontana

Non c’è pace per Haiti. Domenica 7 febbraio il Presidente Michel Martelly ha rassegnato le proprie dimissioni dall’incarico, lasciando nelle mani di un Governo provvisorio un Paese nel caos. Le ultime settimane sono state contrassegnate da duri scontri tra polizia antisommossa e manifestanti, costringendo le autorità dapprima a rinviare il secondo turno per le elezioni presidenziali (previste per fine gennaio) e in seguito a sospendere gli attesi festeggiamenti per il carnevale.

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#PapaFrancesco nel #Messico di #migranti e #narcos

Il Chiapas, e in particolare San Cristobal de Las Casas, al Sud del Paese, lunedì 15 febbraio, e Ciudad Juarez, mercoledì 17 febbraio, al Nord caratterizzato dalla violenza e dal filo spinato che separa con gli Stati Uniti: sono due delle tappe del viaggio che il Papa farà in Messico dal 12 al 18 febbraio per mostrare la sua vicinanza ai migranti, quelli che entrano nel paese nordamericano dal Guatemala e quelli che cercano di raggiungere gli Usa. E poi la capitale Città del Messico e le regioni dove sono gli indios. Nel corso del viaggio nel Paese latinoamericano, visitato svariate volte da Giovanni Paolo II, una volta da Benedetto XVI e due volte, prima dell’elezione a pontefice, da Jorge Mario Bergoglio, Francesco parlerà in spagnolo, ma non è escluso che improvvisi come è sua abitudine, in particolare con i giovani e i religiosi. Con un decreto, che significativamente sarà pubblicato nel corso del viaggio, Papa Francesco ha autorizzato ufficialmente l’uso delle lingue indigene nella Liturgia.

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#America Latina, #sinistra radicale al capolinea?

Il 2015 dell’America Latina può essere riassunto sotto l’espressione ‘inizio della fine’: parliamo della sinistra radicale e più in generale di quel populismo che, nei primi anni Duemila, complici le profonde crisi economiche e l’allentamento della pressione usa, si era fatto democraticamente portando i propri leader a capo delle maggiori democrazie del continente. Un modello entrato in crisi in conseguenza di quella economica già in atto.

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#Argentina: troppi decreti, la piazza protesta

Benché iniziato da meno di due settimane, il ‘macrismo’ in Argentina sembra già eguagliare i peggiori risvolti del passato ‘kirchnerismo’. Venerdì 18 dicembre decine di migliaia di persone hanno protestato per le strade Buenos Aires contro l’eccessivo uso da parte del neo Presidente Mauricio Macri della decretazione d’urgenza, scavalcando così il controllo del parlamento.

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#RepubblicaDominicana, il dramma degli #haitiani

Nella Repubblica Dominicana si stima che siano circa un milione gli individui soprattutto di origini haitiane cui è stato negato o sottratto lo status di cittadino. Apolidi che da sei mesi rischiano di dovere lasciare il Paese e tornare con effetto immediato nell’altra metà dell’isola. È scaduto lo scorso 17 giugno infatti il Piano di regolarizzazione per gli stranieri presenti sul territorio, termine entro il quale tutte le persone senza documenti che vivono nella Repubblica avrebbero dovuto registrarsi presso le autorità governative. Nel frattempo, proprio al confine con Haiti, le autorità dominicane avrebbero predisposto autobus e centri di smistamento, suscitando il timore che molti degli haitiani che vivono nel Paese possano essere cacciati.

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#Brasile, c’era una volta la B di #BRICS

Il Brasile è un gigante in ginocchio. Archiviato il decennio d’oro targato Lula, il 2015 va prefigurandosi come un annus horribilis per l’economia e la politica carioca. Ai pessimi dati economici si sono aggiunti gli scandali politici e di corruzione d’imprenditori ed élite al potere, culminati nella richiesta d’impeachment della presidente Dilma Rousseff.

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