#Cipro apre i porti alla flotta russa

Giovedì 25 febbraio la Russia ha firmato un accordo con Cipro per dare accesso ai porti ciprioti per la marina di Mosca e sta discutendo la possibilità di un’analoga disponibilità a dare appoggio all’aviazione per le missioni di soccorso umanitario e contro il terrorismo. Dopo il porto di Tartus (Siria), per mantenere il quale Putin posto il veto su ogni risoluzione ONU proposta per fermare il bagno di sangue a Damasco, il gigante russo guadagna un altro posto avamposto strategico sul Mediterraneo.

La notizia dell’accordo era stata preceduta dalle affermazioni, poi parzialmente corrette, dell’ambasciatore russo a Nicosia, Stanislav Osadchiy, che aveva confermato l’intenzione del suo governodi acquisire alcune strutture militari sull’isola, pur senza specificarne la natura.

Questo aveva allarmato molto le cancellerie euroatlantiche. Tra Mosca e Nicosia esisteva già un accordo di cooperazione militare, in base al quale la Russia poteva disporre della base aerea di Limisso per operazioni di rifornimento e dell’aeroporto di Pafos, sulla costa sud-occidentale dell’isola, per operazioni di rifornimento, assistenza tecnica ed evacuazione di emergenza di cittadini russi in Medio Oriente.

In un primo momento erano circolate voci secondo cui le summenzionate sarebbero potute essere stati utilizzati permanentemente dalla marina e dall’aviazione di Mosca, oltre alla possibile creazione di nuove basi militari russe sul territorio cipriota. Per stemperare possibili tensioni , le autorità di Nicosia hanno precisato che il nuovo accordo prevede solo un potenziamento delle condizioni di cooperazione attualmente in vigore.

Se è vero che Cipro rappresenta “un’enorme portaerei nel Mediterraneo”, allora l’intesa di cooperazione militare russo-cipriota solleva molti punti interrogativi che mettono in allerta l’Occidente. L’isola – che non è membro nella NATO ma lo è dell’Unione Europea, almeno per la parte Sud – ospita già due basi militari britanniche (Akrotiri e Dhekalia) e la sua posizione a due passi dalla Siria ne esalta il ruolo strategico in relazione al conflitto. Proprio da Akrotiri è sorta la preoccupazione di Londra e dell’Alleanza Atlantica, vista la prossimità della base della Royal Air Force – appena 40 chilometri – rispetto al porto di Limisso.

Putin ha chiarito che gli altri paesi non devono “preoccuparsi”, dal momento che l’uso principale del porto sarà per la lotta al terrorismo e antipirateria. Resta il fatto che d’ora in poi le forze russe potranno stazionare a poca distanza dai siti Nato, proprio mentre il conflitto ucraino continua malgrado il cessate il fuoco stabilito dagli accordi di Minsk. In proposito, due giorni prima dell’accordo tra Mosca e Nicosia, Londra aveva spiazzato un po’ tutti annunciando l’invio di 75 consiglieri militari in Ucraina per la formazione e addestramento delle forze locali, compito che vede già impegnati gli Stati Uniti.

La vicenda porta a due conclusioni. La prima è che Cipro si ritrova ad essere nuovamente oggetto del contendere tra Europa e Russia. Nicosia gode da sempre di ottime relazioni con la Federazione Russa, soprattutto sul piano economico e sebbene non sempre cristalline. I flussi finanziari dalla Russia a Cipro nell’ultimo ventennio ammontano a circa 30 milardi di dollari e ricordiamo tutti come Nicosia avesse preso in considerazione l’opzione di negoziare un piano di salvataggio con Mosca, in alternative alle consuete misure “lacrime e sangue” suggerite (leggi: imposte) dalle istituzioni europee. Sarà un caso, ma Cipro anche è uno dei membri UE più reticenti all’imposizione di sanzioni contro Mosca.

La seconda riguarda proprio le sanzioni occidentali decise contro la Russia. Da quando gli Stati Uniti ed i loro alleati europei hanno varato le sanzioni puntando puntato all’isolamento internazionale della Russia, non si contano più gli accordi di cooperazione che Mosca è riuscita a sottoscrivere con una infinità di Paesi, soprattutto di grandi dimensioni, come la Cina, l’India, l’Argentina, l’Egitto, l’Iran, il Brasile ed altri di interesse strategico come il Nicaragua, il Venezuela, l’Ecuador e adesso Cipro. Tra questi negoziati, quello di maggior peso è probabilmente che porterà alla creazione della New Develpoment Bank, la Banca per lo Sviluppo promossa dai BRICS, esperimento che potrebbe modificare gli equilibri finanziari di mezzo mondo: quello ad Occidente.

Alla lunga, le sanzioni finiranno per danneggiare sul serio l’economia russa, già sofferente per il rublo in caduta libera, ma nel breve periodo Putin sembra mettere a segno un colpo dietro l’altro: Ucraina, Banca per lo Sviluppo e, adesso, Cipro.

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