Voci su un reattore nucleare siriano segreto

La notizia è di una decina di giorni fa. Secondo informazioni esclusive del quotidiano tedesco Der Spiegel, la Siria sta costruendo un nuovo impianto nucleare segreto finalizzato alla produzione di armi nucleari.

Il programma nucleare siriano sembrava una storia morta e sepolta dopo che, il 5 settembre 2007, un raid aereo israeliano – partito dalla base militare di Ramat David, a sud di Haifa – distrusse un complesso di strutture siriane denominato al-Kibar, ad est di Deir al-Zor, sulle sponde del fiume Eufrate.

Secondo il settimanale tedesco, ci sarebbe un sito nascosto nei dintorni di Qusayr, località al confine con Libano in mano ai ribelli dall’aprile 2012 e riconquistata più di un anno dopo dall’esercito di Assad, con il decisivo sostegno di Hezbollah. Der Spiegel sostiene di aver visto i rapporti di intelligence che contengono fotografie satellitari e trascrizioni di traffico radio intercettato, che lasciano pochi dubbi circa le intenzioni del governo siriano. Nelle intercettazioni un alto funzionario di Hezbollah parla esplicitamente di uno “stabilimento nucleare” con Ibrahim Othman, il capo della Commissione siriana per l’energia atomica.

L’impianto, nome in codice “Zamzam“, sarebbe in costruzione in profondità in una regione montuosa fin dal 2009 sotto l’occhio vigile di Hezbollah, che attualmente lo custodisce tramite una unità d’élite. Un sito ideale poiché adiacente a significative forniture di acqua, ed è collegato alla rete energia attraverso nodi di accesso speciali. Coinvolti nel progetto di costruzione sono anche il Corpo delle Guardie rivoluzionarie iraniane e l’ingegnere nordcoreano Chou Ji Bu, già legato alla costruzione in patria del reattore nucleare di Yongbyon. Secondo fonti riservate, il tecnico, di cui si erano perse le tracce da tempo, con il sospetto che fosse tra le vittime delle purghe del dittatore Kim, sarebbe attualmente a Damasco.

Il regime ha trasportato 8.000 barre di combustibile destinate a Kibar in una nuova posizione nel sud-ovest del Paese. Pare che la quantità di uranio posseduta dalla Siria – ipotizzata da ricerche IAEA e confermata da studi dell’Istituto per la Scienza e la Sicurezza Internazionale di Washington – sia pari a circa 50 tonnellate, sufficiente per costruire almeno tre ordigni nucleari. Inoltre, secondo la IAEA secondo non ci sarebbe solo la base di Qusayr: un altro impianto pare situato a Marj As-Sultan, 15 chilometri a nord di Damasco.

Benché altri esperti esprimano dei dubbi, il resoconto pubblicato dallo Spiegel è molto circostanziato.

In nota, la città di Qusayr, la cui importanza strategica è testimoniata dalla sanguinosa battaglia combattuta tra ribelli e lealisti per il suo possesso, non può dirsi un sito del tutto tranquillo. Negli ultimi tempi, pare che 3.000 combattenti del FSA abbiano disertato per unirsi allo Stato Islamico; tra i gruppi che hanno giurato fedeltà al Califfo al-Baghdadi c’è la Liwaa Al-Qusayr, forte di 600 miliziani.

L’immagine del reattore su Google Earth, via CSMonitor:

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