Eden V, la Concordia dimenticata

La rimozione della Costa Concordia sarà ricordata come l’evento mediatico del 2013. Ore e ore di diretta fiume e milioni di telespettatori incollati allo schermo, il tutto per un’operazione di recupero che il premier Letta ha definito un “orgoglio italiano” (ma rimediare a un disastro è davvero un orgoglio?). Standing ovation e applausi per tutti; alla sviolinata collettiva mancava solo l’inno di Mameli.
Roba che manco al matrimonio di Belen…

Per una Concordia recuperata ce ne sono altre dimenticate. Pochi sanno che nei fondali (e sulle rive) del Mediterraneo, soprattutto lungo le coste del Meridione, giacciono relitti mai rimossi di navi, misteriosamente affondate. Sono le cosiddette navi a perdere, vascelli inabissatisi tra gli anni ’80 e ’90 col loro carico di veleni.

La Eden V è una di queste. Dal 1988 giace incagliata sulle rive del Parco nazionale del Gargano, nell’indifferenza delle istituzioni e nonostante un’interrogazione parlamentare del 2007.

La storia completa si trova qui. Nonostante le indagini esperite, non si è mai riusciti a risalire né all’armatore né al proprietario del mercantile. Ad oggi risulta di bandiera sconosciuta. La nave, come detto, navigava vuota di carico ed è risultata priva di qualsiasi dotazione di bordo. Nessuno l’ha mai reclamata.
Il relitto non compare su nessuna mappa, ma è tuttavia visibile su Google Maps alle coordinate: 41.901526,15.385352. Ciononostante, la Eden V risulta ufficialmente smantellata.

Blogeko dedica alla vicenda questo post, dove si legge:

Non si è mai saputo cosa esattamente trasportasse la Eden V: una volta incagliatasi risultò vuota (tutti salvi e rimpatriati gli uomini dell’equipaggio, in massima parte mediorientali); vi rimando all’inchiesta che qualche anno fa le dedicò Rai News 24.

Sta di fatto che lungo la spiaggia su cui giace la Eden V è facile incontrare bidoni arrugginiti, e, come dice l’inchiesta di Rai News, migliaia di – diciamo – corpi estranei ascrivibili alla categoria dicontainer e affini giacciono nelle vicinanze sui fondali.

Infondoalmar è un database dedicato ai mercantili affondati o naufragati misteriosamente durante gli ultimi trent’anni nel Mediterraneo che, si sospetta, sarebbero stati usati per sbarazzarsi di tonnellate di rifiuti tossici, chimici e radioattivi. Si sospetta, perchè anche quando gli indizi sono numerosi le eventuali prove si trovano sotto centinaia di metri di acqua.

Su Youtube possiamo vedere un video del relitto corredato da queste info:

Marina Di Lesina (Gargano) la nave Eden V (3.119 tonnellate di stazza per 95 metri di lunghezza),si è insabbiato sulla duna del lago costiero di Lesina, fu varata in Giappone nel 1969 e si arenò su quel tratto di costa per cause mai accertate la notte del 16 dicembre 1988. Attorno allo nave,per un raggio di 3km sul litorale, giacciono 123 barili arrugginiti e maleodoranti,ma potrebbero essercene molti altri sepolti sott’acqua lungo gli 80 chilometri di costa.
In zona i vigili dell’Azienda sanitaria Foggia/1, hanno ritrovato due tonnellate di rifiuti radioattivi.
«Nei cumuli di scorie abbiamo rilevato 1.700 becquerel(unità di misura della radioattività) per Kg di sostanza. Sedici oltre la soglia di rischio per lessere umano, stabilita convenzionalmente in 100 becquerel»
Dagli archivi degli ospedali locali emergono patologie inquietanti sulla popolazione del Gargano (220.000 residenti) e di Capitanata (800.000 cittadini): leucemie mieloidi e tumori
alla tiroide superiori del 50% alla media nazionale.

Quello delle navi a perdere è un argomento troppo ampio perché possa essere esaurito in un semplice post. Basta fare un ricerca in rete digitando uno di questi nomi: CunskyJolly RossoRigel , Karin B., Marco PoloKoraline, Nicos 1Alessandro I per trovare decine e decine di documenti su navi scomparse nel mare. Alcune volte ricompaiono, altre no. In totale, sarebbero circa 30 le navi affondate nel Mediterraneo e ben 22 i Paesi coinvolti.
Mi limito a segnalare due videoinchieste: quella di Current TV del 2009 e quella di Blu Notte del 2011. Consiglio inoltre il blog di Massimiliano Ferraro, giornalista ambientalista che si è più volte occupato del tema.

Ad oggi, la Eden V risulta rimossa solo dalla memoria.

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