Il fallimento della Francia in Somalia

Il 17 gennaio il gruppo terrorista somalo al-Shabaab ha detto di aver ucciso l’agente dell’intelligence francese Denis Allex in segno di rappresaglia per il fallito blitz di pochi giorni prima nel tentativo di liberarlo. Allex era stato rapito il 14 luglio 2009 mentre si trovava a Mogadiscio durante un’operazione in appoggio al governo di transizione somalo. Nell’occasione era stato catturato anche un collega, poi riuscito a fuggire (benché non manchino le voci circa l’avvenuto pagamento di un riscatto).
Lo scontro a fuoco intorno a Bulo Marer, circa 75 km a nordovest della capitale Mogadiscio, luogo dove i francesi ritenevano fosse tenuto prigioniero, è durato tra i 45 minuti e alcune ore, secondo le diverse versioni diffuse finora. L’operazione si è conclusa con la morte di due militari francesi e di 17 combattenti somali (almeno 27 secondo altre fonti). In ogni caso, è stato lo stesso presidente francese Hollande ad annunciare che l’intervento militare “non ha avuto successo.
Lunedì 14, un account di Twitter associato ad al-Shabaab aveva messo pubblicato alcune immagini di uno dei due militari francesi caduti nell’operazione, col messaggio François Hollande, ne valeva la pena?

Il blog Somalia News Room riporta un’approfondita analisi sulla fallita operazione francese.
In sintesi, Bulo Marer è una località ancora controllata dalle milizie Shabaab, nonostante l’esercito somalo e la forza AMISOM siano d’istanza ad appena 28 km. Le forze speciali francesi hanno raggiunto la località a bordo di almeno sei elicotteri partiti da due navi a largo nell’Oceano Indiano. Fonti aggiuntive parlano di altre presunte forze speciali sbarcate nella città di Daydoog, a 5 km da Buulo Mareer. Il mancato successo dell’operazione può essere spiegata attraverso questi fattori:
1) I francesi non hanno avuto una buona attività d’intelligence: la velocità con cui sono stati respinti e la conclusione della loro goffa ritirata (lasciando addirittura dei soldati indietro) suggerisce che essi abbiano sottovalutato i potenziali ostacoli che avrebbero potuto incontrare. Rapporti aggiornati parlano di uno scontro tra 50 soldati speciali francesi contrapposti ad almeno 100 miliziani al-Shabaab pesantemente armati. La Francia ha dunque sottovalutato sia la consistenza numerica del nemico che la sua capacità di reazione, nonostante l’assistenza logistica della CIA (che a Mogadiscio mantiene una propria installazione) avrebbe potuto fornire informazioni dettagliate in tal senso –  benché non sia ancora chiaro il contributo dell’intelligence americana nell’operazione.
2) La scarsa esperienza francese in territorio somalo: già in passato la Francia si era avventurata in operazioni di salvataggio contro gruppi terroristici: riportando un successo totale contro i pirati somali qui, uno parziale sempre contro i pirati somali qui, e un fallimento totale contro al-Qa’ida nel Maghreb Islamico qui. Ma in Somalia le forza speciali d’oltralpe non erano mai intervenute a terra, dove le operazioni sono ben più complicate di quelle in mare aperto.
Il fallimento di Bulo Marer rappresenta comunque un cattivo presagio per la Francia, tuttora impegnata nel più difficile teatro del Mali.

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