Siria, il regime vacilla ma resiste

La fuga  del primo ministro Riad Hijab (in Giordania? Qatar?) non rappresenta certo l’unica defezione di alto rango nel regime di Assad, ma è quella di più più alto rango.
Questo ha portato gli organi di stampa (ed anche il nostro ministro degli Esteri, Giulio Terzi di Sant’Agata) ad affermare che per il presidente siriano è l’inizio della fine.

In effetti, l’uscita di scena di Hijab – giunta una settimana dopo la fuga di una decine di importanti famiglie sunnite la scorsa settimana – suggerisce che Assad sta perdendo la fedeltà dell’élite sunnita cooptata alla gestione del potere. O più che altro, dimostra che la linea saudito-qatariota (convertire dirigenti e funzionari di Damasco alla causa dei rivoltosi), espressa nell’articolo di Lucio Caracciolo da me più volte citato, comincia a dare i suoi frutti.

Tuttavia, al di là dei necrologi già sbandierati dalla stampa occidentale, il regime di Assad continua a resistere.
Per avere un’idea sul reale peso delle defezioni, basta dare uno sguardo a questo grafico interattivo su al-Jazeera. Scopriamo che il governo siriano è rimasto sorprendentemente compatto (3 defezioni su 33 membri), e così il Parlamento (4 su 250), mentre i “tradimenti” sono arrivati dal corpo diplomatico (8) e soprattutto da quello della sicurezza (esercito e intelligence; 26).
Perciò gli sbandierati proclami di “svolta alla crisi siriana” o secondo cui “Assad è sempre più solo” non sono altro che il classico funerale senza il morto.

Di morti veri, invece, in Siria ce ne sono parecchi. Ogni giorno di più.
Questo post di Valerio Peverelli su 30secondi ci racconta la realtà sul campo, con alcuni interessanti dettagli:

1) L’attentato alla Tv di stato odierno potrebbe dimostrare ulteriormente come esistano due guerre parallele, una dell’ESL e una dei terroristi. 

2) Iniziano a vedersi parecchie armi leggere (ma per ora sopratutto armi leggere) di provenienza straniera sul lato ribelle.

3) La battaglia di Damasco non è finita, quella di Aleppo è appena cominciata e si preannuncia durissima. […] Notevole come i ribelli stiano tutto sommato tenendo ancora più che bene, attuando importanti sortitite anche contro basi dell’aviazione e missioni ben coordinate che denotano un salto di qualità operativo notevole. Questo a mio avviso denota come su quel fronte vi siano sia degli ufficiali capaci nell’ESL, vi sia molto personale con un vero addestramento militare, più che bande di miliziani […] questo lo dico per quelli che tendono a sopravvalutare il peso degli stranieri nei combattimenti

4) L’impiego dell’aviazione da parte del governo Assad è in netta crescita, […] Inoltre la presenza di numerosi elicotteri (anche vecchi ma potenti Mil Mi 24) denota come ancora oggi nessuna potenza occidentale (e nemmeno araba) se la sia sentita di fornire all’ESL e agli altri gruppi (anche religiosi e filo qatarioti) missili anti aerei spalleggiabili.