Libia, battaglia per il controllo del Sud

Questo reportage prodotto da France24 parla dell’escalation di scontri in corso nel Sud della Libia tra la tribù Tubu e le altre fazioni confinanti.
Popolazione nera, tenuta ai margini sotto il regime di Gheddafi – che loro hanno contribuito a rovesciare -, i Tubu sono coinvolti in continui incidenti contro i vicini arabi, a cui sono sempre stati ostili, per mantenere il controllo delle regioni  al confine con Ciad e Niger. Aree ricche sia di acqua che di petrolio e crocevia dei traffici, di armi, droga e clandestini.
Testimoni parlano di bombardamenti nelle città di Sabha, Kufra e Tayun. A Sabha, dove i combattimenti hanno provocato 50 morti tra marzo e aprile, la differenza tra i quartieri arabi e quelli Tubu è evidente: i primi ostentano palazzi moderni; i secondi, case di mattoni. Segno tangibile delle discriminazioni vissute al tempo di Gheddafi.
Attualmente le milizie Tubu sono suddivise in sette brigate, non ancora integrate nell’esercito nazionale – come quasi tute le altre fazioni. Molti di loro si dicono disposti a collaborare con le autorità di Tripoli nella costruzione della nuova Libia post-Gheddafi, pretendono garanzie certe sulla tutela dei propri diritti. Al momento, le armi sono l’unico strumento di pressione disponibile, e certamente il più efficace.

Lasciando il Sud, si segnalano scontri anche ad Ovest, nella città di Zintan, dove in metà giugno il CNT ha inviato delle truppe dopo una settimana di scontri tra le forze locali e quelle lealiste di Gheddafi.

Uno scenario non proprio incoraggiante in vista delle elezioni politiche del 7 luglio, le prime nella storia del Paese. Per una panoramica su numeri e forze in campo, si veda qui.

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