Gas e petrolio, l’India corre a far spese in Siberia

Sempre alla ricerca di nuove fonti energetiche e tallonata dalla concorrenza di Pechino, l’India spunta ad espandere la propria presenza su un territorio tanto vasto quanto ricco di risorse: la Siberia.
La visita di tre giorni a Mosca del Ministro degli Esteri indiano Ranjan Mathai è stata l’occasione per rafforzare la partecipazione dell’India al progetto Sakhalin-3 per lo sfruttamento di un giacimento da 2.000 km2 nel Mare di Okhotsk, nella Siberia orientale.
Nel frattempo, la compagnia indiana OVL (Oil and Natural Gas Explorator Corp.) sta negoziando con le russe Rosneft e Novatek la costituzione di una joint venture per l’estrazione di petrolio e gas.
Attualmente OVL ha una quota del 20% nel Sakhalin-1, giacimento gestito da Exxon Mobil, per un valore da 1,7 miliardi di dollari.
Già in maggio OVL, insieme a GAIL India e Petronet LNG Ltd., stava progettando un’offerta non vincolante per una quota del 20% nei giacimenti dello Yamal, 418 miliardi di m3 di gas stimati.

La cooperazione tra India e Federazione Russa sul tema dell’energia è molto forte, non solo dal lato russo e non solo riguardo agli idrocarburi. Gazprom collabora con India Ltd. nello sviluppo congiunto dei giacimenti energetici nel Golfo del Bengala, dove intende trivellare ben dieci pozzi petroliferi.
Quanto al nucleare, la partnership tra Mosca e Delhi ha avuto inizio nel 1988 con un trattato per la costruzione di due reattori, da 1000 megawatt ciascuno, nella località di Kudankulam. Nel dicembre 2008, durante una visita del presidente russo Medvedev a New Delhi, i due Paesi hanno firmato un nuovo accordo per costruire più reattori in India, a cui ne ha fatto seguito un altro, dello stesso tenore, concluso il 7 dicembre 2009.

Resta il fatto che, come ogni altro grande Paese, l’India è e resta dipendente dai combustibili fossili. Vista la concorrenza cinese in Africa e Medio Oriente, il governo indiano ha pensato di muoversi per tempo in un’area limitrofa proprio alla Cina.
Rosneft si è già unita alla cinese Sinopec (socio al 25%) per l’esplorazione del lotto di Veninsky, uno dei quattro in cui è suddiviso il progetto Sakhalin-3, L’obiettivo di OVL è lotto più grande, quello di Kirinsky Sud, che ha riserve di gas stimate per 3,6 trilioni di m3.
Se Delhi vuole mantenere gli attuali ritmi di crescita economica (presupposto necessario per tenere il passo con quella demografica), le majors indiane non possono permettersi di restare indietro rispetto alle omologhe cinesi.

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