Sul terrorismo in Norvegia

Premessa: la strage in Norvegia non ha (per il momento) implicazioni geopolitiche; tuttavia presenta diversi aspetti sui quali è opportuno riflettere. Questo articolo volge uno sguardo sul mondo sommerso dei blog della cd. counter-jihad, provando a dare una risposta sul come e quando nascono le idee estremiste alla base dei gesti come quello di Anders Breivik.
Tanto per essere preparati la prossima volta che succederà. 
Sul terrorismo in Norvegia
di Anna Ryden – OroNero

Non sarà sfuggito a nessuno che dall’avvento della rete siamo sempre più isolati nelle nostre opinioni. Si spende sempre meno spesso quell’euro per il giornale, che in qualche modo riporta anche le opinioni “degli altri”. È facile e rassicurante trovare nei giornali online, nei forum, e su facebook, solo le notizie e gli articoli che ci danno ragione. Avendo sempre ragione poi, le idee vanno rinforzandosi, estremizzati, se si vuole.

Per me si tratta di un rifiuto, inconsapevole forse, di informarsi su quello che succede dall’altra parte, e quindi vi invito a aggiornarvi sul movimento cosiddetto “counter-jihad”, per chi non lo conosce già, destinato a guadagnare forza in questa Europa prossimamente stressata da costi energetici altissimi, pensioni inesistenti, disoccupazione massiccia, infrastrutture scadenti, con politici molto distanti dalla gente che li dovrebbe votare. Perché nessuno si professi sorpreso la prossima volta che verremo colpiti da un attentato. Quindi uscite un attimo dai soliti blog, e leggete alcuni dei blog ai quali si è ispirato il mostro malato Breivik. Non ci penso neanche a leggere il manifesto di 1500 pagine quindi mi fido dei tanti giornalisti che dicono di averlo fatto.

Non considero i blogger anti-Islam colpevoli di quell’atto mostruoso, ma la loro retorica non è senza costo, come scrive l’agente CIA Marc Sageman sul NYT.  Tutti quanti, come Robert Spencer di jihadwatch, prendono le distanze, dicendo che il counter-jihad per forza è un movimento anti-violenza. Un fatto comune di questi blogger sono le simpatie pro-Israele ed anti-nazista, e considerano Hamas&co dei nazisti.

Ma resta il fatto che Breivik non ha scritto niente del suo manifesto da solo, è tutto un mix-n-match copiato da questa multitudine di blog. Il nocciolo del suo pensiero verrebbe comunque dall‘anarco-primitivista Ted Kaczynski, meglio conosciuto come l’UNA-bomber. Nove anni fa, quando Breivik ha cominciato a pianificare lo scempio, i blogger citati come colpevoli non esistevano ancora.

Il problema del counter-jihad è che, come ogni movimento mai nato, ha dato vita a forme sempre più estreme, spesso espresse in forma di blog, nutrendo certamente con le parole le tante persone bisognosi di conferme. La maggioranza dei fondatori del counter-jihad hanno lasciato il movimento da quando è diventato una violenta “lotta culturale” ai musulmani e contro “l’islamizzazione” dell’occidente, condotta invece da cretini razzisti di tutti i colori. Soprattutto il fondatore dell’popolarissimo portale LGF (little green footballs), Charles Johnson, ha preso le distanze.

 “…the manifesto of Oslo mass murderer Anders Behring Breivik, with the same themes, the same over-the-top paranoia, the same mindless hatred, bigotry, and conspiracy theorizing.”

Io al movimento counter-jihad ci sono arrivata per caso un paio di anni fa, leggendo un blog chiamato birdbrain (littledoors), ora chiuso al pubblico, anche a me. La studentessa americana di nome Natalie che lo scriveva era (è?) una grande ammiratrice di regime dittatoriali, per la loro facilità ed efficienza di governo. Tra le traduzioni di poesie russe c’era anche una fervente ammirazione per Putin. Uno dei suoi blog preferiti era “Gates of Vienna”, fondato da un certo “Baron Bodissey”, che conosceva anche in privato.

Gates of Vienna è un blog americano counter-jihad, fondato parecchi anni fa, è iniziatore del primo meeting del movimento a Copenhagen 2007.

“The first Counter Jihad Summit was held in Copenhagen back in April 2007” (scritto a maggio 2009)

I partecipanti venivano dai seguenti paesi: Austria, Hungary, Sweden, Denmark, Norway, Switzerland, Finland, Romania, UK, France, Serbia, USA, Germany.

Oltre al Barone c’era un altro partecipante importantissimo: Fjordman (anonimo), il blogger norvegese con forse la più grande influenza su Breivik. Con lui Breivik condivide anche l’odio per le donne, considerando il femminismo un movimento pericoloso quanto l’Islam per la libertà del maschio bianco. Fjordman è riuscito in pochissimo tempo a diventare molto famoso, linkando sempre sui blog di Johnson e GoV. Quando Johnson ha capito con che cosa aveva a che fare ha fatto resistenza, ed è diventato un bersaglio di insulti e minacce. Ma Fjordman aveva raggiunto l’obiettivo, trovando migliaia di lettori.

Dalla Svezia invece partecipavano vari blogger famosi, e anche il politico Ted Ekeroth, del partito “democratici svedesi”, ed ex-leader del “Association for Israel and Democracy in the Middle-East”. Non si sa di che cosa hanno parlato. Pochi mesi dopo c’è stato un secondo meeting, aBruxelles. Li hanno parlato Robert Spencer, Bat Ye’or, Ekeroth, e una persona anonima “Reinhard”. Ekeroth ha quindi incontrato Fjordman, ed ha potuto confermare che Fjordman e Breivik non sono la stessa persona.

Secondo una blogger svedese, Ekeroth ha fatto un discorso dove dichiara che “Era da tempi che cercavamo di entrare in contatto con altri gruppi e partiti politici delle stesse idee in Europa”, sottolineando come l’agenda politica sua si sposa perfettamente con la lotta culturale contro i “politicamente corretti”. Filip Dewinter, il leader del partito di estrema destra belgo Vlaams Belang ha apprezzato moltissimo il discorso di Ekeroth.

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E qua abbiamo un piccolo grande problema. I nuovi partiti anti-immigrazione in Scandinavia non appartengono in realtà alla destra come erroneamente ha scritto anche Der Spiegel poco tempo fa, e l’International Herald Tribune oggi. Dichiarano le stesse agende politiche socialdemocratiche che da sempre cercano di proteggere il welfare dei deboli, i diritti delle donne, la libertà di parola etc. Con la piccola aggiunta che si esprimono sulla questione immigrazione, cosa che non fanno i socialdemocratici. Il partito più grande, più importante per la storia moderna svedese ha effettivamente lasciato il campo libero sulla questione che tutti i poll indicano come una delle più importanti. Chi se lo ricorda ora che i “democratici svedesi” fino al 1995 era un partito neo-nazista? Ora sono dichiaratamente pro-Israele, avendo trovato un nemico più facile.

La distanza dal nazismo ha permesso alla gente di avvicinarsi in misura crescente alla nuova sinistra, da tutti interpretati come estrema destra per la politica sull’immigrazione non-cristiana.Opinione mia: L’unica persona in grado di fermare la defezione sarebbe stata l’eccezionale ministra degli esteri Anna Lindh, assassinata nel 2004 dal serbo Mijailo Mijailović, che si è rifiutato di parlare delle sue motivazioni. Recentemente c’è stato un tentato assassinio della moderata democratica Gabrielle Giffords negli Stati Uniti, da parte di un connazionale di cui in realtà non si sa quali motivazioni abbia, perché si è avvalso del diritto di non parlare. Si sa solo che Loughnerè l’ennesimo uomo che odia le donne.  Il suo migliore amico aveva detto alla polizia che Loughner non era né di destra né di sinistra, ma molto suscettibile alle teorie di cospirazione.

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Tornando al meeting, sono proprio quelle parole di Ekeroth che spingono Johnson e tanti altri a lasciare il “movimento”, una volta fondata da Johnson stesso. Ma i meeting continuano durante il 2009 e 2010, e si discute molto di come costringere gli avversari a una guerre delle idee, e come usare “tattica controversa e provocativa” (GoV 23 maggio 2009). Hanno invitato persone dalla EDL, la English Defence League, esperti in violenza e tattiche provocative, anti-jihadisti presenti in molte città inglesi.

Il Barone scrive anche:

“Some of the most brilliant minds of the Western world were present in Steen’s flat on those two nights. If the world were organized rationally, these people would hold political office…”

Assomiglia un po’ troppo alla richiesta fatta da Breivik dalla prigione, di istituire un nuovo ordine sociale con lui in cima.

D’ora in poi questi blogger & co avranno i fari della polizia adosso, che finora si sono concentrati sul vecchio razzismo neo-nazista, e sul terrorismo islamista. Ho addirittura letto da qualche parte il sospetto, tipico di una persona malata e suscettibile alle cospirazioni, che fosse tutto una montatura da parte dei governi di “sinistra” per dare più potere alla polizia di perseguire i cosiddetti politicamente incorretti (sottinteso moralmente superiori), e continuare indisturbati a islamizzare l’occidente.

Vi ho descritto brevemente cosa c’è dietro la confusione mentale di quel mostro, al quale si è dato epiteti come anti-capitalista, massone, cattolico, anarchico e razzista. Come ideologia abbiamo il counter-jihad, ma come violenza è andato molto molto oltre. Ovviamente non esiste nessun gruppo che si dichiara d’accordo con lui. Non posto i link ai vari blog e articoli anti-jihad, vi dovete fare le ricerche da soli. Oltre a jihadwatch e GoV e LGF ci sono tanti blog conosciuti, come p.es. il tedesco Politically Incorrect e lo svedese Elder of Stockholm.

Aggiornamento 5 agosto: Fjordman non è più anonimo.  Si chiama Peder Jensen, 36 anni, con un master in tecnologia e cultura (?) dell’università di Oslo, e ha studiato arabo all’American University di Cairo. Ha un passato politico come laburista, ma ultimamente vota Fremskrittspartiet.

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