L’Europa non era mai stata così a destra

di Luca Troiano

Il Guardian ha pubblicato una mappa interattiva che riassume la situazione degli orientamenti politici del continente dal 1973 ad oggi. Partendo dalla tradizionale distinzione cromatica delle ideologie (rosso per la sinistra, blu per la destra), un dato salta subito all’occhio: l’Europa non è mai stata tanto blu prima d’ora. Sono solo cinque i Paesi in cui la destra non è al potere:Spagna (ma il governo socialista di Zapatero ha i giorni contati), Grecia(idem), AustriaSloveniaCipro. E accanto alla destra, va segnalato il proliferare dell’estrema destra.

In altre parole, le democrazie continentali sono in affanno, incalzate da una crescente ondata di populismo. La frustrazione per le difficoltà presenti e l’incertezza sulle prospettive future stanno spingendo il continente verso una poco rassicurante deriva estremista.
Va però evidenziato che, al di là della collocazione destroide, si tratta di formazioni molto diverse da Paese a Paese. Possiamo comunque operare un raggruppamento tra populismi dell’Est e populismi dell’Ovest.
Questi ultimi nascono dall’allarme per i crescenti flussi migratori dalle aree disagiate dell’Africa e dell’Est Europa. Il fenomeno non riguarda solo i ceti benestanti. Considerato che la concorrenza della manodopera straniera a basso costo ha interessato soprattutto le classi meno agiate del Vecchio continente, può spiegarsi come mai il voto populista abbia attratto anche fasce di popolazione tradizionalmente orientate verso posizioni di sinistra.
Quelli dell’Est, invece, nascono dalla diffidenza nei confronti di Bruxelles e del progetto europeo, percepiti come una nuova Mosca e una nuova Urss. I popoli orientali non sentono l’appartenenza all’Europa, (emblematica la dichiarazione del premier ungherese Viktor Orban all’apertura del semestre di presidenza Ue del suo Paese), vista come una organizzazione di rapina e facile a piegarsi alle esigenze delle potenze occidentali, Usa in particolare.
Annunci

5 thoughts on “L’Europa non era mai stata così a destra

  1. Pingback: L’Europa non era mai stata così a destra - Tua Notizia

  2. Anzitutto complimenti per il sito. Vengo al punto: ” I popoli orientali non sentono l’appartenenza all’Euopa”, un po’ tranchant. La Polonia di Tusk registra un 80% di favore all’Unione. Il 69% in Slovacchia. La Repubblica Ceca non ha mai messo in discussione l’Unione, pur non essendosi distinta nel semestre di presidenza Ue. L’Ungheria, certo, ha dei problemi. La Slovenia è saldamente pro-Ue (ha pure la moneta). I Balcani sono a metà strada tra rigurgiti nazionalisti e opportunismo (l’Unione conviene economicamente). L’opportunismo guida anche la classe politico-mafiosa bulgara e quella post-comunista romena. L’Ungheria è caduta preda del nazionalismo, e certo le dichiarazioni di Orban sono gravissime. Tanto più perché fatte durante il semestre di presidenza Ue. Ma i magiari non sono “i popoli dell’est”, ma uno solo (l’unico non slavo, e in questa radice storica potrebbe anche cercarsi il germe dell’attuale malcontento). Le classi dirigenti dei paesi est-europei hanno spesso usato retoriche antieuropeiste, è vero: la Polonia dei gemelli Kaczynski ne è un esempio. Esse però sono state sostituite, o sono cadute. Gli inglesi nemmeno l’hanno voluto l’ingresso nell’Ue. Come pure i norvegesi. E se guardiamo ai governi, quello italico fa dichiarazioni antieuropeiste che Orban impallidisce. Possiamo dire che italiani, norvegesi, inglesi siano “popoli che non sentono l’appartenenza all’Europa”? Sì e no. Il calcolo e l’opportunismo politico possono anche non c’entrare nulla col “sentimento” europeo. Quindi la questione mi sembra mal posta. In primo luogo occorre distinguere “sentimento” da “politica” e poi evitare la divisione novecentesca tra “est” e “ovest” come se queste due parti fossero antitetiche e omogenee al loro interno. I populismi, e la loro gravità, sono un altro discorso. Un conto è il “sentimento europeo”, un altro e il ricorso delle élites politiche al populismo (che solletica l’estremismo, come sappiamo) che in questa Europa spaventata, in crisi economica e d’identità hanno facile gioco.

    Matteo

    • Ti ringrazio per le precisazioni. In effetti ho espresso troppo sinteticamente quei concetti che tu hai sviluppato nel tuo commento. Comunque non parlavo di Est e Ovest come due entità monolitiche e ben definite, ma come due versanti del Vecchio continente, accomunati al loro interno da una storia condivisa. Nell’Ovest la Ue ha una sua tradizione culturale e istituzionale: i Paesi occidentali o sono tra i fondatori della Ue o comunque vantano una militanza almeno trentennale nell’Unione. Nell’Est ci sono invece i Paesi ex socialisti, che al di là delle diversità etniche (romeni e ungheresi non sono slavi, come notavi) sono tutti accomunati dall’aver riscoperto la democrazia solo da una ventina d’anni. Non avendo una “cultura” europeista, in questi Paesi (e in questo travagliato momento storico) la retorica populista trova terreno fertile scagliandosi contro un soggetto (l’Europa) tuttora percepito da alcuni come estraneo.
      PS Complimenti anche a voi, ottimo sito!

      Luca

  3. Pingback: L’Europa non era mai stata così a destra | agora-vox.co.cc

  4. Pingback: L’Europa non era mai stata così a destra | agora-vox.tk

I commenti sono chiusi.