Sale ancora la spesa militare Usa

Lo Yearbook 2010, rapporto annuale condotto dal SIPRI (Istituto di Ricerca per la Pace Internazionale di Stoccolma), riporta che la spesa militare degli Stati Uniti ammonta a 708 miliardi di dollari. Da soli, gli Usa spendono in armamenti un terzo del proprio bilancio federale e tanto quanto tutti gli altri paesi al mondo messi assieme.

Al secondo posto c’è la Cina, con 99 di di dollari. Terzo il Regno Unito con 69 miliardi. Seguono la Francia (67 miliardi), la Russia 61), la Germania (48), il Giappone (47), l’Arabia Saudita (la quale è uno dei tre Paesi al mondo ad impiegare oltre l’8% del proprio Pil in armmenti, assieme a Israele e Georgia, con 39), Italia e India (37).
E’ significativo che, sempre secondo il SIPRI, la spesa militare Usa nel 2000 ammontava a circa la metà (377 miliardi). Quella cinese è addirittura triplicata (nel 2000 era a 31 miliardi). L’Italia l’ha invece diminuita (nel 2000 era di 43 miliardi), comunque eccessiva per le nostre necessità di difesa. Ma da noi le spese militari sono frutto di accordi con l’ex società pubblica Finmeccanica, settimo gruppo al mondo nel settore della difesa, per cui alle necessità di risparmio della spesa pubblica subentrano forti (e non sempre chiare) ragioni inerenti all’economia nazionale.

I 708 miliardi di dollari spesi annualmente gli Usa (che secondo gli esperti superano i costi della Rivoluzione contro gli Inglesi, della Guerra Civile, della guerra contro il Messico e di quella Ispano-Americana) servono a mantenere una “forza lavoro” impressionante: oltre 1.400.000 militari di carriera, molti dei quali d’istanza nelle 560 basi militari dislocate un pò in tutto il mondo – senza contare agenti segreti e contractors.

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