L’economia di carta dei piccoli Paesi emergenti

Peacereporter pubblica una breve ed interessante analisi che testimonia come non sempre alla crescita della borsa corrisponda uno sviluppo reale che sia a beneficio di tutti. I casi di Mongolia e Sri Lanka rappresentano un inquietante esempio del funzionamento delle nuove economie emergenti.
Il quotidiano Indipendent riporta che nel 2010 la borsa di Ulan Bator, capitale della Mongolia, ha triplicato la propria capitalizzazione in un anno, segno che nel mare tempestoso della crisi globale esistono anche delle isole felici. Solo a prima vista, perché le performance registrate nascondono realtà che di felice hanno ben poco.

La borsa di Ulan Bator (nata nel 1991, la più piccola del mondo per capitalizzazione) invece, è trainata dal boom del settore minerario e in misura inferiore da quello edile. L’economia mongola è poco diversificata: attività estrattive, costruzioni e turismo sono pressoché gli unici settori fiorenti nel Paese.

La popolazione è tuttavia esclusa da questo sviluppo, essendo l’industria delle materie prime appannaggio delle imprese straniere. La maggiore è la canadese Ivanohe Mines che vanta concessioni sull’enorme giacimento di rame e oro di Oyu Tolgoi, nel deserto del Gobi. Il colosso ha appena collocato nuove azioni sull borsa di Toronto per finanziare l’ulteriore ampliamento della miniera in questione, confidando in un buon ritorno economico. E così altre aziende.

Se alle imprese vanno i profitti, alla popolazione restano i problemi. I terreni interessati dall’attività estrattiva vengono sottratti ai pascoli, lasciando le famiglie ex nomadi in una grave situazione di indigenza. Viste le difficoltà di integrarli nel contesto urbano (Ulan Bator ospita già un milione metà della popolazione mongola: 1,5 milioni di persone) e di assicurare un lavoro a tutti (visto lo scarso sviluppo del tessuto industriale), i nomadi vengono anch’essi assorbiti dal settore estrattivo in veste di minatori. Il problema sociale è strettamente connesso con quello ambientale, perché le estrazioni avvengono tramite l’immissione nel terreno di cianuro e mercurio,necessari per separare l’oro dalle rocce.
La piaga conseguente a questo declino sociale è ovviamente l’alcolismo. Non è un caso che l’unico comparto ospitato nella borsa di Ulan Bator, esclusi il minerario e l’edile, è quello dei produttori di alcolici. Una sorta di circolo vizioso sotto le mentite spoglie della maggiore crescita borsistica del 2010.