I dati BIS confermano che la crisi ha incentivato la speculazione finanziaria

La Bank for International Settlements (BIS) di Basilea, istituto internazionale che svolge funzione di intermediario delle banche centrali, ha pubblicato l’atteso rapporto triennale sulla situazione del mercato dei derivati cosiddetti over-the-counter (OTC), ovvero quelli non negoziati su mercati regolamentati ma affidati alla libera contrattazione degli operatori finanziari.

Secondo la BIS, alla fine di giugno 2010 il mercato mondiale degli OTC ammonta a 582.655 miliardi di dollari di valore “sottostante”, rispetto ai 507.907 miliardi di dollari di fine giugno 2007: ciò significa che la speculazione finanziaria non ha minimamente risentito dalla crisi, anzi ne è uscita rafforzata.
Non solo. Gli strumenti OTC rappresentano appena un terzo del mercato dei derivati: a fine 2009 il controvalore di quelli quotati in mercati regolamentati (exchange traded derivatives) ammontava ad oltre oltre 1.100.000 miliardi di dollari.

Per fornire un ordine di grandezza, basta dire che il PIL mondiale 2010 viene stimato in 69.980 miliardi di dollari: questo significa che esiste una massa speculativa di titoli OTC di 8,5 volte più grande del valore di tutto il lavoro dell’umanità, cui si somma un mercato speculativo finanziario “regolamentato” pari ad ulteriori 18 volte il controvalore del lavoro di tutti noi.

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