#segretobancario e #voluntarydisclosure: le perverse ricadute degli accordi con #Svizzera e #Liechtenstein

Dopo anni di trattative, Italia e Svizzera hanno firmato un accordo sullo scambio di informazioni sui cittadini italiani che hanno capitali presso le banche elvetiche. Pochi giorni dopo, un analogo accordo è stato raggiunto anche con il Liechtenstein.

Gli accordi sono stati definiti dai media come “la fine del segreto bancario”, poiché facilitano la voluntary disclosure (collaborazione volontaria, L. 186/2014) da parte dei contribuenti italiani che hanno conti correnti a Berna e/o a Vaduz e permettono all’autorità fiscali del nostro Paese di accedere ad informazioni anche su un singolo soggetto.

Gli accordi, annunciati dal governo Renzi tra gli squilli di tromba, presentano tuttavia alcuni profili controversi.

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#Cipro apre i porti alla flotta russa

Giovedì 25 febbraio la Russia ha firmato un accordo con Cipro per dare accesso ai porti ciprioti per la marina di Mosca e sta discutendo la possibilità di un’analoga disponibilità a dare appoggio all’aviazione per le missioni di soccorso umanitario e contro il terrorismo. Dopo il porto di Tartus (Siria), per mantenere il quale Putin posto il veto su ogni risoluzione ONU proposta per fermare il bagno di sangue a Damasco, il gigante russo guadagna un altro posto avamposto strategico sul Mediterraneo. Continua a leggere

#ISIS e arte: più che la distruzione, il #contrabbando

Alla fine si è appreso che gran parte delle statue assire distrutte dall’ISIS a Mossul erano in realtà erano riproduzioni in gesso di pezzi originali spostati a Baghdad dopo la guerra del 2003. Ma il video di propaganda pubblicato dai miliziani aveva già raggiunto il suo scopo, colpendo direttamente le coscienze di noi occidentali con la brutalità delle proprie azioni.

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La #Cina pianifica una base navale in #Namibia

Cina e Namibia stanno valutando la costruzione di una base militare nella località di Walvis Bay. Secondo Bloomberg, la Namibia ha citato una lettera riservata dal proprio ambasciatore a Pechino indirizzata al suo Ministero degli Esteri dove si afferma che una delegazione cinese visiterà Windhoek per discutere la proposta di una base navale nel Paese africano, peraltro anticipata già da tempo dai media locali. La lettera dell’ambasciatore Ringo Abed al segretario permanente agli affari esteri Selma Ashipala-Musavyi, datata 22 dicembre 2014, ha fatto seguito ad un incontro avuto con il funzionario del Ministero della Difesa cinese Geng Yansheng.
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Voci su un reattore nucleare siriano segreto

La notizia è di una decina di giorni fa. Secondo informazioni esclusive del quotidiano tedesco Der Spiegel, la Siria sta costruendo un nuovo impianto nucleare segreto finalizzato alla produzione di armi nucleari. Continua a leggere

#Nigeria, #BokoHaram più forte e più feroce in vista delle #elezioni

Negli ultimi giorni Boko Haram ha, nell’ordine: sterminato un numero imprecisato di persone (150 secondo le autorità nigeriane, addirittura 2.000 secondo Amnesty Itl) tra la città di Baga e i villaggi circostanti; fatto saltare in aria due bambine imbottite d’esplosivo in mercati affollatissimi; rapito 80 persone (50 sono bambini trai 10 e i 12 anni) in un villaggio del nord del Camerun, al confine con la Nigeria.

L’aumento di queste aggressioni ha costretto circa 20 mila nigeriani a lasciare il paese nelle ultime settimane, portando il totale degli sfollati nel Paese alla cifra di un milione e 600 mila. E’ evidente l’intenzione di Abubakar Sheakau e compagni di influenzare le elezioni nazionali in programma per il 14 febbraio. Continua a leggere

Greta e Vanessa, ma davvero i riscatti li paghiamo solo noi?

Questo post su Formiche ricostruisce le fasi del sequestro e della liberazione di Greta Ramelli e Vanessa Marzullo, rientrate in Italia dopo cinque mesi di prigionia in Siria. Una liberazione accompagnata dalle polemiche sul (presunto) riscatto pagato per il loro rilascio.

Tralasciamo i vergognosi (e stupidi) commenti sulla vicenda di cui è piena la rete e concentriamoci su un punto. L’Italia e non solo l’Italia paga riscatti per i suoi connazionali vittime di rapimenti all’estero. Oltre a noi hanno pagato i francesi, i tedeschi, gli spagnoli. A volerla dire tutta, l’Italia è quella che ha pagato di meno finora, probabilmente perché meno sono stati i sequestrati italiani. In ogni caso, l’Italia paga e ha sempre pagato, benché lo abbia sempre ufficialmente negato. Continua a leggere