1. Esattamente due anni fa fa, le strade di Teheran furono invase da una rumorosa orda di giovani, poi denominata “Onda verde”, che per alcuni giorni riempì le vie del Paese come le prime pagine di mezzo mondo.
Fu il verdetto delle elezioni a scatenare tutto. La conferma del presidente uscente Mahmoud Ahmadi-Nejad, tutt’altro che scontata secondo i sondaggi della vigilia, provocò una reazione di massa che nessuno si sarebbe aspettato.
A complicare le cose contribuì anche l’irrazionale atteggiamento di Khamenei, che anziché placare gli animi, come l’altezza del suo ruolo richiedeva, finì per esasperarli. Nella settimana delle elezioni la Guida suprema, infatti, nel tentativo di ricondurre la folla a più miti consigli, commette tre passi falsi che hanno finito per infervorarla ancora di più.
Leggi l’articolo completo »
Archivio tag: Onda verde
il quotidiano inglese The Independent del 28 febbraio segnala una denuncia della Campagna Internazionale per i diritti umani in Iran secondo cui i due leader dell’opposizione, Mir Hossein Mousavi e Mahdi Karroubi, agli arresti domicialiari dal 14 febbraio, sarebbero stati rapiti assieme alle mogli dai serivizi di sicurezza iraniani1. Alle proteste dei loro sostenitori si è aggiunta la voce dell’ex Khatami.
Il presente articolo tratteggia la figura di Mousavi, antagonista di Ahmadi-Nejad nelle contestate presidenziali dello stesso anno. E considerato il vincitore morale delle stesse.
Con buona pace dei cliché occidentali.
La contestata rielezione di Ahmadi-Nejad ha fatto sorgere la convinzione, peralto incentivata dai media occidentali, che i suoi concorrenti fossero personaggi più validi e presentabili rispetto all’ex sindaco di Teheran. Ma non è così.














