Attenti americani, il Grande fratello Obama vi spia

La NSA può accedere direttamente al server centrale di 9 aziende leader in America nel settore interne – Microsoft, Yahoo, Google, Facebook, PalTalk, AOL, Skype, YouTube, Apple – per estrarre documenti audio, video, fotografie, email, nonché controllare i registri di connessione. In tal modo, l’intelligence può conservare traccia dei movimenti e dei contatti di ogni persona presente sul territorio americano.
Lo rivelano il Washington Post e il Guardian.

Secondo Internazionale:

La National security agency (Nsa) controlla i tabulati telefonici di milioni di cittadini statunitensi. Lo rivela un’inchiesta del Guardian.

Il quotidiano britannico ha pubblicato un documento riservato, inviato dal Foreign intelligence surveillance court (Fisa) all’azienda di telecomunicazioni Verizon. Il documento chiede all’azienda di fornire le informazioni su tutte le telefonate dei suoi abbonati “su base giornaliera”. Sono state messe sotto controllo le comunicazioni all’interno degli Stati Uniti e dagli Stati Uniti verso l’estero.

La Casa Bianca però ha difeso questa scelta. L’amministrazione Obama ha dichiarato che l’iniziativa della Nsa è stata “uno strumento fondamentale per proteggere la nazione dalla minaccia del terrorismo”.

La Fisa è stata istituita da una legge del 1978, che regola le procedure per la sorveglianza dei cittadini statunitensi e che è stata più volte emendata dopo l’11 settembre. La Fisa ha dato l’autorizzazione all’Fbi per procedere alla raccolta dei tabulati il 25 aprile 2013. E ha dato al governo accesso illimitato ai dati per tre mesi, fino al 19 luglio.

Tra le informazioni che vengono tracciate ci sono i numeri di telefono, il luogo, la durata e la provenienza delle chiamate. I contenuti delle conversazioni sono esclusi. La raccolta di grandi quantità di dati telefonici era già avvenuta durante l’amministrazione Bush.

Scrive il Guardian: “Il documento mostra per la prima volta che sotto l’amministrazione di Barack Obama i tabulati di milioni di cittadini vengono raccolti in modo indiscriminato, a prescindere dal fatto che i cittadini siano sospettati di aver compiuto crimini”.

La Casa Bianca e l’Nsa non hanno voluto rilasciare dichiarazioni. Non è ancora chiaro, fa notare il Guardian, se la Verizon sia l’unica azienda coinvolta.

Sette cose da sapere sulla raccolta dei tabulati da parte dell’Fbi e della Nsa: un articolo di Time.

La NSA ha a lungo giustificato la propria facoltà di spionaggio sostenendo che il suo mandato consente la sorveglianza su soggetti residenti fuori degli Stati Uniti al fine di evitare le intrusioni nelle comunicazioni private di cittadini americani. Oggi invece si scopre che ad essere sotto controllo sono proprio i cittadini americani residenti sul territorio degli USA, con l’esclusione di chi vive all’estero.
A poco è servita la precisazione che la raccolta di dati ha riguardato il tempo e il luogo delle chiamate e non l’effettivo contenuto delle stesse. Da un lato perché non è bastata a rassicurare i cittadini americani che da oggi quando parleranno al telefono saranno un po’ più circospetti.

Dall’altro perché non è vero.

Appena un mese fa sempre il Guardian ha spiegato come tutte le conversazioni telefoniche e le comunicazioni digitali tra americani sul suolo USA siano registrate e automaticamente accessibili alle autorità di controllo.

Come nota l’Atlantic:

La tecnologia ha reso possibile al governo americano di spiare i cittadini in un modo che la Germania Est poteva solo sognare. Fondamentalmente tutto ciò che diciamo che può essere tracciato digitalmente e raccolto dalla NSA.

NBC News via Twitter:

NBC News ha appreso che sotto il Patriot Act post 11 settembre, il governo ha raccolto tracce su ogni telefonata fatta negli Stati Uniti

Il rapporto FISA giunge ad appena tre settimane dalla denuncia dell’agenzia di stampa Associated Press, i cui telefoni erano stati segretamente messi sotto controllo dal governo statunitense per due mesi nel 2012.

Alcuni mesi fa William Binney, ex funzionario della NSA, ha spiegato all’emittente Russia Today che l’intelligence americana raccoglie 100 miliardi di email al giorno e un totale di 20 trilioni di comunicazioni digitali all’anno. Una pervasività recentemente confermata da altri ex funzionari dell’agenzia.

Inoltre la raccolta di dati da parte dell’intelligence non si limita alle chiamate telefoniche o alle email: oggetto di registrazione sono anche le transazioni finanziarie eseguite con carta di credito.

Petrolio all’italiana: alle compagnie i profitti, a tutti gli altri i costi (ambientali e non solo)

Corleto Perticara è un ridente comune di 2.712 anime dell’entroterra potentino, nella valle del fiume Sauro, al confine con la provincia di Matera. Ha dato i natali a Pietro e Michele La Cava, e Carmine e Tommaso Senise, illustri coppie di fratelli legate al periodo storico del Risorgimento. Visitandolo, si possono ammirare la Chiesa Chiesa Matrice di Santa Maria Assunta e i resti del Castello Normanno, ora sede municipale. Tuttavia, non è per questi aspetti che, da circa un mese, questo piccolo comune lucano è conosciuto più all’estero che in Italia.

Nei primi di novembre un articolo sul Guardian (tradotto qui) si è concentrato su Perticara. Il motivo? il prossimo avvio dell’estrazione di petrolio attraverso una serie di pozzi aperti lungo le pendici dell’Appennino. Si tratta del cosiddetto progetto Tempa rossa, approvato dal governo Monti lo scorso maggio, partecipato al 75% dalla compagnia francese Total e per il restante 25% da Shell, in un campo di estrazione che sarà operativo dal 2016 e che dovrebbe fornire una  produzione giornaliera di 50 mila barili di petrolio, 230 mila m3 di gas naturale, 240 tonnellate di GPL e 80 tonnellate di zolfo. Lo scorso 23 marzo anche il CIPE ha quantificato il finanziamento totale dell’opera in 1,3 miliardi di euro.
Secondo il quotidiano britannico, Goldman Sachs considera il piano uno tra i 128 progetti più importanti al mondo: uno di quellicapaci di cambiare gli scenari mondiali dell’energia estrattiva. Ne è convinta anche il sindaco Roasaria Vicino, sicura che  le royalties che entreranno nelle casse dell’amministrazione locale garantiranno un netto miglioramento della vita dei corletani.

Al di là delle buone intenzioni riguardo allo sviluppo delle fonti rinnovabili e al miglioramento dell’efficienza energetica degli edifici, resta il fatto che il piano energetico nazionale ruota attorno ai combustibili fossili. Dunque, all’estrazione di petrolio e di gas naturale, di cui il governo intende raggiungere il raddoppio della produzione nazionale, per un incremento che dovrebbe fornire all’Italia il 7% del suo fabbisogno totale di energia. E che a detta del ministro Passera contribuirà a creare 25.000 nuovi posti di lavoro – argomento sempre di grande appeal, soprattutto ora che la disoccupazione ha toccato i massimi storici.

Peccato che lo slancio entusiastico del governo non tenga conto dell’altra faccia della medaglia, ossia dei rischi derivanti dalle estrazioni nonché da tutte le attività connesse. In estate concludevo un articolo domandandomi, a fronte di risorse misere e danni potenziali enormi, cosa ci fosse di strategico nelle trivellazioni.
E non solo l’unico a chiederselo, soprattutto perché la corsa all’oro nero potrebbe mettere a repentaglio l’altra e più importante risorsa custodita sotto il suolo lucano: l’oro blu. L’estrazione petrolifera in Basilicata infatti si concentra spesso in prossimità di dighe e sorgenti. Qualche dato da Canalenergia:

La Regione considerata “strategica” dal Governo per aumentare la produzione nazionale di idrocarburi, non ha soltanto il petrolio. Nella sola Val d’Agri si contano 600 sorgenti. Il fiume Agri alimenta l’invaso del Pertusillo che fornisce ogni anno 153 milioni di metri cubi di acqua a Puglia Basilicata. Secondo i dati dell’Autorità Interregionale di Bacino della Basilicata, oltre il 65%dell’acqua erogata, pari a quasi 103,5 milioni di mc, tra il 1992 e il 2002 verso la Puglia è stato destinato ad uso umano.

Sul petrolio in Basilicata si veda questo spezzone della puntata de Gli Intoccabili del 27 febbraio scorso. La triste sintesi è che l’arrivo delle trivelle in terra lucana non ha portato né occupazione né benessere. In compenso, la gente del luogo deve fare quotidianamente i conti con i danni ambientali e sanitari che la bonanza del petrolio comporta.
Tutte circostanze che, secondo l’OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista), l’autore dell’articolo sul Guardian evidentemente non conosce:

Ci perdoni, Mr Hooper! Lei ha perso però una occasione per descrivere qualcosa di reale, oltre il pittoresco paesaggio che l’ha impressionato. Non ha visto, forse non ha voluto vedere più a fondo oltre la superficie oleografica e pittoresca. Ha preferito scrivere il suo articolo riportando le voci ufficiali che presentano la Basilicata come il Texas d’Italia.  La voce di Mrs Vicino, sindaco di Corleto Perticara, nonchè  Assessore all’Edilizia Scolastica e Pubblica Istruzione della Provincia di Potenza, ripete da sempre il ritornello dello sviluppo petrolifero come unica occasione di riscatto. Mrs Vicino continua a far finta di credere nello sviluppo petrolifero e non vuole vedere cosa accade a pochi chilometri dal comune che amministra da sindaco, a Viggiano, dove il petrolio, dopo 15 anni, non ha creato nè occupazione nè ricchezza, ma solo disoccupazione e inquinamento, nonostante le royalties.
Nel suo articolo accenna ma non approfondisce la cosiddetta “moratoria petrolifera bluff”, fatta approvare dal Consiglio Regionale della Basilicata dal presidente della Regione Basilicata, Vito De Filippo. Non ha voluto ascoltare le testimonianze di chi abita a poca distanza dal pozzo petrolifero Gorgoglione 2, che la Total sta perforando e da dove fuoriescono gas mortali e velenosi, come l’ H2s. Non ha chiesto alla Total, ad esempio, se è vero che il progetto prevede che le acque acque di strato provenienti dai pozzi di petrolio e quelle oleose del costruendo centro olio di Corleto Perticara, debbano essere riversate nel torrente Sauro. Avrebbe potuto approfondire le questioni dei fanghi petroliferi seppelliti illegalmente sotto i campi dove i contadini hanno coltivato il grano, che ancora aspettano di essere bonificati. Chiedere infine, perchè a Corleto Perticara si ci ammala più che in qualsiasi altra area urbana ed industriale d’Italia, pur essendo un’area agricola.

Dello stesso tenore il commento della prof.ssa D’Orsogna sul suo blog.
Ma non c’è solo la Basilicata. Da mesi, in tutto l’arco ionico si è levato un coro di voci preoccupate per un probabile aumento delle emissioni inquinanti dovute all’attività estrattiva. Nel porto di Taranto - l‘Ilva non è poi così lontana - sarà necessario costruire due serbatoi da 180.000 m3 per stoccare il greggio, ampliare il pontile della raffineria ENI e supportare l’aumento del traffico da 45 a 140 navi l’anno. In un momento, quello attuale, di rinnovato interesse per l’esplorazione petrolifera lungo le coste pugliesi.

E’ inutile sottolineare che tra il governo e le compagnie petrolifere sussista un’innegabile (e preoccupante) convergenza di interessi. Una cosa è certa: oggi si scopre che la riforma al Titolo V della Costituzione, pur avendo conferito maggiore autonomia alle Regioni, le ha praticamente spogliate dell’autodeterminazione a decidere le azioni da adottare sul proprio territorio in materia di energia. E così il Governo ha impugnato dinanzi alla Corte Costituzionale la legge della Regione Basilicata che ha bloccato le nuove ricerche di petrolio e gas. Certo, si dirà, la legge viola il principio di leale collaborazione, che sempre deve presiedere ai rapporti tra lo Stato e la Regione. Il testo del ricorso, però, lascia quanto meno perplessi.

UPDATE: Alcune mappe:

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L’Europa non era mai stata così a destra

di Luca Troiano

Il Guardian ha pubblicato una mappa interattiva che riassume la situazione degli orientamenti politici del continente dal 1973 ad oggi. Partendo dalla tradizionale distinzione cromatica delle ideologie (rosso per la sinistra, blu per la destra), un dato salta subito all’occhio: l’Europa non è mai stata tanto blu prima d’ora. Sono solo cinque i Paesi in cui la destra non è al potere:Spagna (ma il governo socialista di Zapatero ha i giorni contati), Grecia(idem), AustriaSloveniaCipro. E accanto alla destra, va segnalato il proliferare dell’estrema destra.

Quell’uranio in un pacchetto di sigarette

La cattura di due armeni che tentavano di introdurre un campione di uranio arricchito in Georgia suggerisce l’esistenza di un mercato nero più ampio. Nell’ex Urss diverse strutture contenenti il combustibile nucleare sono tuttora sprovviste di protezione. E l’incubo di un’atomica in mano al terrorismo torna ad inquietare l’Occidente, soprattutto dopo la scoperta della rete commerciale di contrabbando nucleare di Khan.

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