Attenzione, anche da noi sta vincendo il “mondo piccolo”

David Bidussa – Linkiesta

Un movimento di ispirazione contadina i cui membri indossano camice verdi, corruzione dilagante, scandali. Una crisi che è soprattutto il lento crollo di un senso comune, di un’idea di adesione e a un sistema politico e a un’identificazione con i principi morali e costituzionali. Sembra l’Italia? Invece è la III Repubblica francese dove a prevalere su chi aveva uno sguardo curioso sul mondo fu il “mondo piccolo”. Con gli esiti che conosciamo.

Che significato ha la crisi politica di queste settimane? E, soprattutto: quali scenari propone? È probabile che la sordità di gran parte del ceto politico, comunque la ritrosia della gran parte dei rappresentanti nelle istituzioni a intervenire concretamente nell’abbassamento dei propri «benefit», vantaggi, premi diretti e indiretti, insomma in quel pacchetto che ormai per tutti è il «costo della politica» (pessima espressione, soprattutto in un paese in cui la sudditanza nei confronti della politica, intesa come «i potenti» va di pari passo con l’antipolitica) ha fatto pensare a molti a una nuova forma di possibile sollevazione pre-moderna, con le folle radunate in piazza, i forconi, la richiesta di giustizia sommaria, soprattutto rapida e veloce (non importa se o meno indolore).

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