La Turchia non vuole Cipro alla presidenza Ue

La Turchia potrebbe allontanarsi dall’Europa in maniera definitiva. Se l’anno prossimo Cipro avrà la presidenza di turno semestrale dell’Unione, Ankara è pronta a congelare le proprie relazioni con la Ue.
Cipro (limitatamente alla parte Sud) è Paese membro dal 2004, e come tale ha diritto ad assumere la presidenza per sei mesi, come previsto dal regolamento. Ma la Turchia non accetta che a capo dei 27 ci sia uno Stato che nemmeno riconosce. Se i negoziati di pace per l’isola non saranno conclusi entro il prossimo giugno (quando Nicosia assumerà la presidenza Ue), la vera crisi sarà tra Turchia e Ue, è il messaggio del governo turco.
Dal fallimento del Piano Annan per la riunificazione dell’isola, Ankara ha rifiutato ogni successiva concessione negli sforzi diplomatici per risolvere la questione cipriota. Ostacolando di fatto il suo stesso processo di adesione alla Ue, visto che le due questioni sono intimamente collegate.

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Grazie a Cipro Nord la Turchia si smarca dall’Europa

 

di Luca Troiano

1. Da un anno le prospettive di riunificazione di Cipro e dell’adesione della Turchia all’Unione europea sono sempre più remote. I due elementi sono intimamente collegati.
Cipro è divisa dal luglio 1974, quando la Turchia invase l’isola dopo un colpo di stato sostenuto dal governo greco nell’ambito di un fallito tentativo di Enosis (unione) con la Grecia. Nel 1983 la parte occupata si è autoproclamata indipendente, assumendo il nome di Repubblica Turca di Cipro del Nord, riconosciuta solo dalla Turchia. L’entità è affidata alla protezione dell’esercito turco, presente con 30.000 uomini (40.000 secondo fonti non confermate), e sulle generose sovvenzioni annuali da Ankara.
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