USA: Byron, San Onofre e le altre. Brutte notizie dalle centrali nucleari

La Nuclear Regulatory Commission ha dato il via libera alla costruzione di due centrali nucleari in Georgia. Se ne occuperà la Southern Co., che ha deciso di investire 14 miliardi di dollari, di cui 8,3 miliardi provenienti da un prestito federale. Le due centrali dovrebbero essere operative nel 2016 e nel 2017.
La NRC non autorizzava nuove centrali dal 1978. Proprio nei giorni in cui gli americani hanno non pochi problemi con quelle vecchie.

Il 31 gennaio la società elettrica Exelon – il maggior operatore di energia nucleare negli Stati Uniti – ha diffuso un comunicato in cui segnalava un “evento inusuale” nell’impianto di Byron (Illinois, ca. 100 km da Chicago). Si trattava di una nuvola di vapore, precauzionalmente rilasciata da una valvola di sicurezza, contenente una modesta quantità di trizio. La società concludeva rassicurando che non vi sarebbe stato alcun impatto sulla salute dei lavoratori e della comunità locale.
Lo stesso giorno, anche la centrale nucleare di San Onofre (California) ha rilevato una possibile perdita di vapore da un tubo. Cosa è successo di preciso è spiegato qui. Il portavoce della NRC, Viktor Dricks, ha parlato di una piccola quantità di radiazioni che potrebbe essere sfuggita nell’atmosfera.
Anche il gestore dell’impianto si è mantenuto sulla stessa linea, sottolineando che in ogni caso non ci sono problemi per la salute umana. Esattamente ciò che le società ripetono ogni volta che un incidente si verifica. A proposito, sapete chi è questo gestore? Proprio la Southern Co. di cui sopra.
L’evento è stato causato dalla rottura di un tubo, ma nell’impianto di San Onofre sono centinaia i tubi ad avere problemi, e quello che ha generato l’allarme avrebbe subito un inconveniente molto significativo. Dulcis in fundo, un operaio è anche caduto in una piscina rifornimento di carburante, col rischio concreto di aver ingerito acqua radioattiva.

Due episodi che confermano il già precario stato di salute delle centrali d’oltreoceano. Sappiamo che il 75% di esse – rectius: tra quelle sottoposte a tale indagine, perché alcune hanno rifiutato l’ispezione – ha registrato perdite di trizio. Le compagnie si giustificano affermando che tali modeste quantità non hanno effetti sull’uomo o sull’ambiente, come nel caso di Three Mile Island, ma non poche evidenze scientifiche smentiscono cotanto ottimismo (qui qui). In alcune zone, come in prossimità dei Grandi Laghi, le falde acquifere presentano già tracce di inquinamento. E non vanno poi dimenticati gli altri rischi, sia sismici che idrogeologici, a cui le centrali sono sottoposte. Si veda qui, qui, qui, qui, qui, qui.

Continua a leggere