Tag Archive: 2012


La geopolitica si esprime nell’amministrazione non solo dello spazio, ma anche del tempo. È così che il governo delle Samoa ha deciso di abolire la data di venerdì 30 dicembre 2011 per passare direttamente al 31, misura necessaria per scivolare ad ovest della Linea Internazionale che segna il cambiamento di data, seguendo l’esempio di Kiribati che aveva fatto la stessa scelta nel 1995 (sebbene molti atlanti rappresentino ancora la Linea come una retta).
Collocato per convenzione sul meridiano numero 180 (l’ultimo, partendo da Greenwich), questo limite creava alle Samoa non pochi inconvenienti: fisicamente l’arcipelago dista tre ore di volo dall’Australia e solo una dalla Nuova Zelanda; orologio alla mano, invece, è separato (nel tempo) di 21 ore dalla prima e di 23 dalla seconda. Con tutti i contrattempi che ne derivano nei rapporti commerciali (in termini di mancati scambi nei periodi in cui non coincidono giorni festivi e feriali), nei voli aerei e in generale nei collegamenti tra i Paesi. Tutte difficoltà che i quasi 200.000 samoani (il cui lavoro non svolto per la giornata persa sarà comunque pagato) hanno finalmente superato facendo finta che venerdì 30 dicembre non sia mai esistito.
Anche Tokelau, un altro arcipelago amministrato dalla Nuova Zelanda, ha deciso di passare direttamente al 31 dicembre. Resteranno invece ad Est della Linea le Samoa Americane, che si mantengono allineate alla data della madrepatria.

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Tanti Auguri… ne avremo bisogno

Un’antica maledizione cinese augurava: “possa tu vivere in tempi interessanti”. Ripercorrendo i fati salienti di questo 2011 possiamo dire che i nostri, certamente, lo sono. E pensare che dopo gli Anni Zero, vissuti sull’ottovolante tra l’11 settembre, le guerre in Iraq e Afganistan e il crollo della finanza mondiale, credevamo di aver visto tutto.

Limes ripercorre i fatti salienti dell’intero anno. In sintesi, il posto d’onore nei fatti del 2011 spetta alla primavera araba, iniziata come un risveglio di popoli e terminata con i bagni di sangue in Egitto, in Yemen e, soprattutto, in Siria.
L’agonia dell’euro (con il ritorno dell’Italia, suo malgrado, al centro della scena mondiale), la guerra in Libia, la morte di Osama bin Laden, gli indignados, OWS e gli altri movimenti di protesta, il terremoto-maremoto in Giappone, il containment anticinese voluto da Obama, il tentativo di Putin di ricostruire l’Urss e le molte incognite del dopo ritiro dall’Iraq sono gli altri eventi che garantiranno al 2011 un posto speciale nei libri di storia a venire.
Una postilla sulla Primavera araba: in febbraio pareva che il vento della democrazia potesse soffiare sulle dune mediorientali; a distanza di mesi, quasi nessuno sembra aver compreso che dietro la farsa delle libere “elezioni” si sta celando il tentativo del Qatar(primo sovventore della Fratellanza Musulmana) e dell’Arabia Saudita (in competizione con Doha), di ricostituire il califfato islamico sfruttando proprio quella via “democratica” tanto cara a noi Occidentali.

Tralascio previsioni, teorie ed altri consimili (e sterili) esercizi intellettuali volti ad anticipare i fatti del 2012.
Segnalo solo un’analisi di Foreign Policy in cui si prefigurano i nuovi possibili teatri di guerra. Lo scenario più preoccupante è quello della Repubblica Democratica del Congo, dietro il quale si cela la questione mineraria. Ad esso si aggiunge la Siria, ormai sull’orlo di una guerra civile. Completano il quadro Afghanistan, Pakistan, Venezuela, Burundi,Yemen, Asia Centrale, Kenya vs Somalia, Tunisa, Myanmar e, ovviamente, Iran vs Israele.
Personalmente, tra le guerre probabili aggiungerei quella tra Nord e Sud Sudan, peraltro già in atto; tra quelle possibili (ancorché improbabili) non dimentichiamo due cancri geopolitici di lungo corso: il Nagorno-Karabakh e le due Coree.

Il blog Oronero augura a tutti buon anno con un video incentrato su spirali, Sezione aurea, e altre meraviglie della Natura. Insomma, un tuffo nella razionalità dopo un anno di follia.
Tanti auguri, allora. E buona fortuna. Perché tra spread, nuove probabili manovre, Peak oil (di cui dovremmo cominciare a sentire gli effetti già tra qualche mese..) ed un probabile Double Dip il 2012 sarà non meno faticoso dell’anno che ci lasciamo alle spalle. Altro che i Maya…

1. Quelli che tutti supponevano ha avuto conferma ufficiale ieri: il prossimo anno Vladimir Putin sarà il “nuovo” presidente della Russia. E potrebbe restarlo fino al 2024.
La notizia l’ha data proprio colui che doveva essere il suo concorrente, l’attuale numero uno del Cremlino Dimitry Medvedev. Trova dunque una risposta quella che molti avevano dipinto come la domanda del secolo nella storia politica russa. Perché l’avvicendamento tra Medvedev e il suo “fratello maggiore” a zar di tutte le Russie, al netto delle speculazioni dei media, non è mai stato veramente in discussione. Le elezioni del prossimo marzo formalizzeranno il cambio della guardia.
L’occasione per l’annuncio è stato il congresso di Russia Unita, il partito dei due diarchi di Mosca. Medvedev ha dichiarato di voler appoggiare la candidatura del suo predecessore; Putin lo ha ringraziato aggiungendo che per lui sarebbe stato un “grande onore”. Tutto secondo copione.
Il ritorno dell’ex ufficiale del KGB al Cremlino si concretizzerà in marzo. Medvedev sarà probabilmente a capo della Duma, la camera bassa del parlamento russo. Uno swap che i due stanno cercando di far passare come un trionfo della democrazia.

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