L’11 novembre lo sceicco Moaz al-Khatib è stato scelto come leader della Coalizione nazionale siriana per l’opposizione e le forze rivoluzionarie, creata a Doha lo scorso fine settimana (qui un resoconto sommario dell’evento).
Il Guardian ci offre un ritratto dell’uomo investito del compito di tenere uniti tutti i gruppi che si oppongono al regime di Assad: ex imam della moschea degli Ommayadi di Damasco, Khatib è un geofisico e un religioso scappato dalla Siria a luglio di quest’anno, dopo aver scontato lunghe condanne in prigione. Le pene inflittegli dal regime e il fatto che è rimasto in Siria fino a poco tempo fa l’hanno reso un candidato molto più credibile di tanti altri oppositori che vivono da anni in esilio. Ma soprattutto, si legge a metà del pezzo, Khatib è considerato un moderato, come dimostra un suo discorso tenuto lo scorso settembre in cui esprimeva la sua visione di una Siria tollerante e rispettosa di tutte le minoranze religiose ed etniche.
Tuttavia il giornalista e blogger Mohanad Hage Ali ci racconta un’altra storia: sul suo sito, Khatib si è spinto ad affermare che i giovani arabi utenti di Facebook si trasformano in “spie americane o israeliane” nel momento in cui condividono informazioni sul social network. A proposito di Israele, in un altro post definisce gli ebrei ”adoratori di oro” e “nemici di Dio”, affermando che una delle conquiste di Saddam Hussein è stata proprio quella di “scoraggiare gli ebrei”. Infine, se la prende anche con gli sciiti, considerati dei “negazionisti”.
Non senza sarcasmo, l’autore si domanda se la stampa occidentale e l’opposizione siriana, prima di conferire a qualcuno la patente di “moderato”, non farebbero meglio a effettuare una semplice ricerca su Google…













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“…si trasformano in “spie americane o israeliane” nel momento in cui condividono informazioni sul social network…”
Come dargli torto, vista la tutela della privacy disponibile sul web! Ha solo scordato di spiegare che si tratta di spie involontarie.
In effetti lui non pensa affatto che siano involontarie.. perciò rimane difficile qualificarlo come “moderato”.
Ah no, moderato proprio no, non credo nemmeno io!