Israele ha ucciso il comandante militare di Hamas

Mercoledì Israele ha lanciato uno dei più feroci attacchi aerei su Gaza sin dai tempi dell’operazione Piombo Fuso, tra il dicembre 2008 e il gennaio seguente, aprendo il fuoco su almeno una ventina di bersagli sensibili.
Uno di questi era l’auto su cui viaggiava Ahmed Jabari, comandante dell’ala militare di Hamas, morto sul colpo. Al-Jabari, che era nella lista israeliana dei più ricercati militanti palestinesi, è il più alto funzionario del gruppo a essere ucciso dagli israeliani dall’invasione di quattro anni fa ad oggi.

Limes propone il video dell’attacco corredato da una serie di link per approfondire il contesto. Si veda anche Channel4. Haaretz ha iniziato un liveblog della situazione, dove si legge che secondo esponenti di Hamas “l’aggressione di Israele porterà alla guerra” e che fonti militari israeliane hanno dichiarato che l’esercito è pronto a operazioni di terra a Gaza in caso di necessità.
L’agenzia di sicurezza israeliana Shin Bet considerava Jabari responsabile di tutte le attività terroristiche antiisraeliane provenienti da Gaza. In passato Israele aveva tentato di ucciderlo in più di un’occasione. Con la sua morte, si rinnova la prospettiva di un’ulteriore escalation nella rinnovata ostilità tra Israele e Hamas, visto che l’organizzazione ha già annunciato che lo Stato ebraico “pagherà il prezzo per questo vile assassinio“.

Poco dopo l’omicidio di Jabari, ci sono stati diversi altri attacchi aerei israeliani nella città di Gaza. Finora fonti palestinesi parlano di sei persone uccise negli attacchi di oggi. I loro obiettivi principali, ha detto l’esercito israeliano in una conferenza stampa, erano i depositi e le strutture per il lancio di missili a lungo raggio individuati dai servizi segreti militari.
La possibilità di una nuova campagna di omicidi mirati contro comandanti e alti gradi di Hamas era stata ipotizzzata diversi funzionari della difesa israeliani negli ultimi giorni, in particolare dopo gli scontri iniziati il 10 novembre in cui sono morti almeno sei civili palestinesi e sono stati sparati molti razzi verso gli insediamenti del sud di Israele.

Ora la situazione rischia seriamente di degenerare. Ma perché Israele ha deciso di colpire proprio adesso? Lettera43 offre questa interpretazione:

Al Jabari, 46 anni, era infatti il più importante esponente delle milizie di Hamas che dal 2007 controllano Gaza: formalmente il numero due dell’ala armata, da almeno due anni il vero capo del gruppo, incolpato da Israele di una lunga sequela di attacchi.
Perché Tel Aviv abbia deciso di colpirlo proprio adesso si può forse spiegare con il nervosismo delle forze armate, allertate su più fronti: le turbolenze siriane hanno rimesso in discussione la pace di fatto delle Alture del Golan, i palestinesi tornano alla carica con la richiesta di riconoscimento all’Onu e, soprattutto, il fronte Sud di Gaza e del Sinai è in piena ebollizione.
L’ATTACCO CONTRO LE FORZE ISRAELIANE. Dal campo di addestramento delle fazioni palestinesi di Gaza, infatti, soltanto martedì 13 novembre era trapelato un video, orgogliosamente postato su YouTube, in cui si mostrava un attacco contro le forze israeliane. La novità stava nel lancia razzi montato su un camioncino e capace di lanciare missili ad una gittata senza precedenti. Forse, hanno valutati gli esperti militari, persino fino a Tel Aviv.

In prima linea contro Israele non solo gli uomini di Hamas

Il rischio della guerra in casa, nei confini impenetrabili della più animata città israeliana, avrebbe convinto Israele ad agire. Era dalla fine dall’operazione Piombo Fuso, l’assedio della Striscia da parte degli israeliani consumatosi tra dicembre 2008 e gennaio 2009, che l’esercito con la Stella di Davide non si spingeva così in là.
SOSTENERE UNA NUOVA INTIFADA.Non a caso la prima risposta delle brigate al Qassam è stata una promessa nefasta:  «Apriremo le porte dell’inferno per Israele». E nel giro di poche ore, l’assassinio del martire al Jabari è già diventato materia di propaganda per spingere l’opinione pubblica a sostenere una nuova intifada o nuovi attacchi contro Israele.
MORSI E I SERVIZI SEGRETI DEL CAIRO. L’escalation della tensione, d’altronde, era nell’aria da giorni. E soffiava con il vento caldo della penisola del Sinai. Tanto che secondo alcune fonti il presidente egiziano Mohamed Morsi aveva mandato i servizi segreti del Cairo a cercare di mediare tra Hamas e Israele per arrivare ad una tregua su Gaza.
La novità degli ultimi giorni di novembre è in fatti che il lancio di razzi sui villaggi israeliani parte proprio dalla penisola egiziana, trasformatasi, dopo la caduta del raìs Hosni Mubarak, in una vera polveriera, terra di nessuno popolata da delinquenti, jihadisti e trafficanti di ogni tipo.
GLI ATTACCHI DEI GRUPPI JIHADISTI. Da mesi si susseguono gli attacchi dei gruppi jihadisti contro le forze di polizia egiziane che cercano di arginare il passaggio di uomini e armi.  Il varco sono 1.200 i tunnel  che uniscono Gaza al Sinai, necessaria alla Striscia isolata dal resto del mondo e soffocata da un interminabile assedio per rifornirsi di generi di prima necessità. Ma canale privilegiato anche per trafficanti e terroristi.
L’ESCALATION DI VIOLENZE. Non ci sono infatti solo gli uomini di Hamas in prima linea contro Israele. Secondo fonti di sicurezza egiziane, anche la Jihad islamica e il Fronte popolare per la liberazione della Palestina sono impegnati in prima linea negli attacchi. Proprio quest’ultimo gruppo ha rivendicato l’attacco compiuto la prima settimana di novembre nella striscia di Gaza contro una jeep militare israeliana, che ha provocato il ferimento di quattro soldati.
L’episodio ha fatto scalpore non tanto perché il video che lo riprendeva è finito subito su internet, bensì perché, secondo quanto riferiscono fonti militari all’emittente libanese al Maiadin, il razzo che ha colpito la jeep era un missile anti-carro del tipo Kornet di fabbricazione russa. Un genere mai usato prima, che mostra come stiano arrivando a Gaza armi sempre più sofisticate e pericolose.
Ora Israele ha deciso di rispondere. Ma la pioggia di razzi che infuoca il cielo mediorientale in queste ore non promette nulla di buono.

L’eventualità di una nuova guerra Hamas – Israele è ormai la convinzione di molti.

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